LA PREMIATA DITTA FA 31

IL GRANDE RITORNO ALL’AMBRA JOVINELLI

 

di Alessandro Tozzi

 

PREMIATA DITTA – ABBIAMO FATTO 30… FACCIAMO 31

Regia Premiata Ditta

Con Roberto Ciufoli, Francesca Draghetti, Tiziana Foschi, Pino Insegno

Compagnia L’Isola Trovata

Roma, Teatro Ambra Jovinelli, dall’8 al 18 dicembre 2011

 

Che ne direste di uno spettacolo che assembla pezzi storici di un gruppo altrettanto storico come la Premiata Ditta, diversi da una sera all’altra perché pescati a caso da un elenco consegnato a due spettatori presi altrettanto a caso?

Beh, questa è l’idea geniale della Premiata Ditta per festeggiare i loro 30 anni di attività, nonostante le attività separate condotte nel tempo da ognuno di loro.

Con l’entusiasmo annunciato fin dalla conferenza stampa Roberto Ciufoli, Francesca Draghetti, Tiziana Foschi e Pino Insegno (rigoroso ordine alfabetico) ripartono dall’Ambra Jovinelli, cornice adeguata per un rientro in scena del genere, con un “menu” di 30 numeri storici, dai quali i malcapitati di turno in platea scelgono.

I quattro sono in gran forma, lo si vede dal fatto che entrano benissimo nei costumi, lo si vede ad esempio dal fatto che il caso abbia voluto che nella serata da me visionata sia uscito dal cilindro lo sketch del cinema, in cui Ciufoli resta mezzo nudo, in effetti per nulla invecchiato; anche gli altri, comunque, tengono il tempo come pochi, Tiziana Foschi nei panni di Cappuccetto Rosso è tale e quale ad allora.

Pino Insegno, in alcuni frammenti conduttore del “gioco” cui sono sottoposti gli spettatori, richiamando anche la sua carriera televisiva, è ancora magrolino quanto basta, i riccioli di Francesca Draghetti sono intatti. La vitalità dei quattro è la solita, l’affiatamento di 30 anni non si acquisisce per grazia ricevuta, le scenette sono divertenti come sempre, a cominciare da quella di Adamo ed Eva, macroscopicamente comici nei costumi pancioni e nell’energia sprigionata. Il tempo sembra non essere passato.

Anche la scelta e l’intrattenimento dei due ignari spettatori risulta alla fine fonte di comicità, perché il repertorio dei quattro non conosce soste.

La sala doppiaggio e la farmacia sono state altre scenette estratte nella serata che ho visto, ma su tutti l’intervista esclusiva ai coniugi Bobbit, con Ciufoli nella spassosissima veste del “corpo del reato”. In questa parte si è rivisto un altro grande trademark della Premiata Ditta, quegli stacchetti musicali presi a prestito dai grandi interpreti della musica italiana, così ben selezionati e così miracolosamente congeniali alle circostanze. Grandi anche come autori, oltre che come attori.

Conclusione in gloria a grande richiesta con la parodia di Beautiful e le sue infinite parrucche, intrighi, ritorni di fiamma, abbandoni e quant’altro.

Se questa è la Premiata Ditta oggi c’è ancora tutto lo spazio per loro, grazie ad una comicità mai volgare, figlia di quegli anni ’70-’80, compresa l’Allegra Brigata, antenato della Premiata Ditta, segno di una certa forza nei testi e nelle capacità di recitazione, rispetto a certe voci sguaiate che tentano di imporsi oggi.

Ma il tempo dice sempre la verità, e la Premiata Ditta c’è.

 

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