“PER FAVORE PRESTAMI TUA MOGLIE O T’AMMAZZO”

SERGIO AMMIRATA E PATRIZIA PARISI AL GIANICOLO

 

di Alessandro Tozzi

 

SERGIO AMMIRATA – PER FAVORE PRESTAMI TUA MOGLIE O T’AMMAZZO

Regia Sergio Ammirata

Con Sergio Ammirata, Patrizia Parisi, Francesco Madonna, Agnese Torre, Mario De Fiori, Serena Bennato

Produzione Compagnia Plautina

Roma, Anfiteatro Quercia del Tasso,  dal 2 luglio al 2 settembre 2011

 

Come ogni anno torna il suggestivo appuntamento estivo con il teatro offerto dalla Compagnia Plautina diretta da Sergio Ammirata nella splendida cornice della Passeggiata del Gianicolo.

Lo spettacolo prescelto, in scena per tutta l’estate fino al 2 settembre, è un classico giallo-comico anni ’60, Per favore prestami tua moglie o t’ammazzo, diretto ed interpretato naturalmente da Sergio Ammirata stesso con la fidatissima Patrizia Parisi, insieme ad altri interpreti ingaggiati per l’occasione e rivelatisi tutti all’altezza.

Il fulcro dello spettacolo è lo scrittore Antonio Prismaliè (Sergio Ammirata), chiamato in confidenza Tatì dalla consorte impersonata da Patrizia Parisi, che, stanco di scrivere sempre commediucole di alterno successo e stuzzicato dalle storie assurde raccontate dall’amico avvocato (Francesco Madonna), si “converte” al giallo.

Il fatto è che la situazione gli sfugge un po’ di mano: la realtà, come spesso avviene, supera qualsiasi fantasia, il retaggio del suo passato non lo abbandona e perciò l’elemento comico resta perennemente sullo sfondo anche di fronte a efferati delitti, intrighi, matasse da dipanare. Si notano per esempio una cameriera (Agnese Torre) e un bandito dall’inquietante “nome d’arte” di sfregiato (Mario De Fiori), personaggi apparentemente così diversi, finire allo stesso modo vittime della burla gigante che è al di sopra di tutto.

I consueti paradossi della vita sempre presenti, l’interpretazione soprattutto del protagonista, ormai di casa al Gianicolo, sempre densa di ironia verso tutto e tutti, compreso sé stesso. Perfino i costumi stessi, retrodatati all’epoca ma comunque volutamente stravaganti, contribuiscono a rendere tutti i personaggi un po’ maldestri, nonostante il loro tentativo di “fare sul serio”.

E’ un’ironia di fondo, quella di questa piece, nonostante la presenza effettiva di alcune buone gag e sorprese particolari, i ritmi sono abbastanza sostenuti e i personaggi creano una certa ilarità di per sé, anche senza proferir parola, merito indiscusso della guida sapiente di Sergio Ammirata.

C’è tempo un’estate intera per vedere questo divertente spettacolo.

 

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