IL PRIMO BACIO
L’ADOLESCENZA, QUESTA (MI)SCONOSCIUTA
di Alessandro Tozzi
IL
PRIMO BACIO
Regia Riad Sattouf
Con Vincent Lacoste, Anthony Sonigo, Alice Tremoliere, Noemie Lvovsky, Emmanuelle Devos, Irene Jacobs, Valeria Golino, Leopolde Simalty, Mariane Satrapi, Christophe Van de Velde
Commedia, Francia, durata 90 minuti – Nomad Film – uscita venerdi 23 settembre 2011
Esordio alla regia di Riad Scattouf dedicato all’adolescenza, quell’angolo oscuro che vegeta in un serbatoio nascosto della memoria.
Una
vera e propria storia, chiariamolo subito, non c’è. Si tratta solo dei
turbamenti scolastici, familiari, insomma adolescenziali di Hervè (Vincent
Lacoste) e Camel (Anthony Sonigo), due mediocri nelle vicende scolastiche come
in quelle personali e nei primi approcci con l’altro sesso.
Sono giorni di scuola che si susseguono tra votacci, apparenti riprese, blandi episodi di bullismo senza esagerare e soprattutto cotterelle più o meno corrisposte finchè chissà come Aurore (Alice Tremoliere) mostra una simpatia per Hervè.
Inizia
l’apoteosi degli ormoni, ma iniziano anche le più curiose versioni dei fatti
raccontate dai compagni di scuola, addirittura che Aurore baci a pagamento,
anche certe gelosie dei bulletti di turno, insomma cose che più o meno tutti
abbiamo visto a scuola.
A latere, una madre, quella di Hervè (Noemie Lvovsky), superpossessiva e impicciona in ogni dettaglio delle pulsioni adolescenziali del figlio, che in realtà minimizza tante cose con lei salvo poi ingigantirle in certi racconti con l’amico del cuore Camel, il quale di buon grado ascolta ogni particolare partorito spesso più dalla fantasia che dai ricordi di Hervè.
Ad
un certo la situazione sembra ribaltarsi, con la brusca fine dell’incantesimo
per Hervè, che paga le colpe dei suoi racconti eccessivi, e la fortuna sorride a
Camel, e ora tocca a lui entrare nelle grazie di una fanciulla.
Aurore sembra non volerne più sapere di Hervè, che sulla base della pur minima esperienza maturata, si dà subito da fare con un’altra ragazza, ma la sensazione dell’amore della vita perduto affiora nonostante la giovane età.
Il contraltare di tutto è la madre di Hervè, lei invece fin troppo “spigliata”, oltre che impicciona.
L’altalena delle emozioni di un’età irripetibile, con le sue ingenuità, le sue goffaggini, le sue illusioni.
Non un film che passerà alla storia, ma gli si può concedere una chance, dal momento che tutti siamo stati adolescenti.