IN VIAGGIO CON UNA ROCKSTAR
E CON I SUOI CAPRICCI
di Alessandro Tozzi
IN
VIAGGIO CON UNA ROCKSTAR
Regia Nicholas Stoller
Con Russell Brand, Jonah Hill, Rose Byrne, Elisabeth Moss, Sean Combs, Robert Seay, Colm Meaney, Kali Hawk
Commedia, Usa, durata 109 minuti – Universal – uscita venerdi 8 luglio 2011
Aldous Snow (Russell Brand) è una gloriosa rockstar caduta un po’ in disgrazia e soggetta, nonostante le rassicuranti dichiarazioni ufficiali, a periodiche disintossicazioni e puntuali ricadute.
Il suo cammino verso il dimenticatoio viene improvvisamente interrotto da un’idea di Aaron (Jonah Hill), impiegato di un’etichetta discografica, appoggiata dopo qualche esitazione dal Direttore Esecutivo Sergio (Sean Combs).
La circostanza sarebbe fornita dal decennale di un album tanto storico quanto controverso dell’artista, sia per l’orientamento musicale che per i contenuti, basati sulla povertà dei paesi africani.
Dunque
incarico affidato: Aaron deve prelevare il divo a Londra, portarlo a New York
per un’apparizione televisiva in cui annunci il suo grande rientro con una
performance al famoso Greek di Los Angeles, infine portarlo fino al Greek stesso
entro i tempi stabiliti.
In tutto 3 giorni esatti con il suo idolo assoluto. Fantastico, in teoria, ma si rivelano 3 giorni di fuoco: il ruolino di marcia salta immediatamente, i tempi mai rispettati, Aldous è capriccioso come ogni rockstar che si rispetti, ma Aaron si sta giocando il posto di lavoro, e forse anche il suo matrimonio con Dafne (Elisabeth Moss).
La triade magica “sesso, droga e rock & roll” viene onorata in pieno, con noncuranza da Aldous, con molta difficoltà da Aaron, continuamente rimbrottato ma sempre sostenuto da Sergio.
E’ un film che dà una buona idea della vita “on the road” dell’artista maledetto, anche se trovo un pochino patetica e mal congeniata una scena di rissa in un locale, in cui Aldous viene alle mani perfino col padre (Colm Meaney); qui tutti, bravi a mio avviso nel resto del film, perdono lo smalto e quella che dovrebbe essere una scena di adrenalina pura resta un po’ distante.
Però
il ruolo di “povera vittima” è ben interpretato da Jonah Hill e l’espressività
di Russell Brand è perfetta con quegli occhietti iniettati che trasudano vizio e
stravizio. Sull’altalenante rapporto umano tra i due si basa tutto lo
svolgimento della storia, forse più che sull’obiettivo finale stesso, quello
della serata del Greek.
A condire il tutto per i rockers più vogliosi, una serie di vip dello spettacolo nel ruolo di sé stessi: Lars Ulrich dei Metallica, Pink, Katy Perry, Dee Snider dei Twisted Sister, Christina Aguilera.
Nulla di sconvolgente, ma si tratta di una pellicola decente per chi ama il rock in tutte le sue espressioni.