Francesca Sand, Giorgio Petracci.
«Aucun lieu, nulle part »
Galleria Fin Avril, dal 4 al 18 giugno 2011
di Claudia Pandolfi
Il
4 giugno 2011 la Galleria Fin Avril inaugurerà l'esposizione «Aucun
lieu, nulle part» nella quale saranno presentate le fotografie di
Francesca Sand e i disegni di Giorgio Petracci. I due giovani
italiani ci invitano a condividere con loro la prima esposizione nella Ville
Lumière.
Sand esporrà una serie di fotografie rappresentanti degli interni parigini abitati da pregnanti presenze di moltitudini di spiriti che abitano questi vecchi appartamenti. Innumerevoli vite ci sono passate, vissute, nate e morte, senza dubbio. Noi scopriremo questi personaggi occupati a tessere un luogo con loro, un filo sublime che fuoriescono attraverso lo sguardo delicato e lirico di Sand che, grazie soprattutto al bianco e nero richiama la « genius loci » protettore e guardiano, che si assopisce negli oggetti, nei muri, nei mobili. La presenza degli oggetti diventa un mezzo espressivo capace di chiarire la propria concezione del reale. Si tratta di una concezione che affonda le radici dei sogni, nel silenzio e particolarmente nei simboli. "Non pensare carnalmente altrimenti sei carne, ma pensa simbolicamente allora sei spirito ". come il Cristo esorta Nicodemo.
La componente simbolica è in effetti la chiave per comprendere meglio la sua opera. Questa non è fredda relazione letteraria, ma ancora una volta, mezzo privilegiato per svelare delle realtà sconosciute. I simboli impiegati rinviano alla forza creatrice della natura e della vita come alla religione. “Le uova sparpagliate sul ventre sono come un simbolo di una fioritura di potere, della paura di assumersi la propria fioritura, del fatto che sono delle uova destinate ad essere mangiate, non a dare una nuova vita. Idea che sottolinea ancora più attraverso il viso velato”.
Il simbolismo materno dell’acqua non è confidato alla madre, ma all’immagine tenera e fiorente di sua nonna fino a che le proprie radici siano proiettate ancora più lontane. Il grande albero della vita che offre calore, nutrimento e protezione.
E poi la Vergine Dolorosa, la madre che piange suo figlio e che piega la testa di fronte a Dio dicendole «sono la figlia di tuo figlio». Il suo dolore straziante diventa allora il punto di incontro tra l’umano e il divino.
E per concludere, il corvo. Figura sinistra nel pensiero comune, rappresentante le nostre verità intime, non quelle degli altri. Le sue grida portano delle verità dolorose, ma non è che dopo essere scesi negli inferi che si può sperare di vedere la luce. Il corvo è un messaggero che porta la parola divina attraverso un canto minaccioso e inquietante.
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