DIARIO DI UNA SCHIAPPA

MANUALE DI COME SI AFFRONTANO LE SCUOLE MEDIE

 

di Alessandro Tozzi

 

DIARIO DI UNA SCHIAPPA

Regia Thor Freudenthal

Con Zachary Gordon, Robert Capron, Steve Zahn, Rachael Harris, Devon Bostick, Chloe Moretz, Grayson Russell, Samuel Patrick Chu, Ryan Grantham, Jake D. Smith, Aaron Sanders, Cole Heppell, Brett Dier

Commedia, Usa, durata 94 minuti – 20th Century Fox – uscita mercoledi 27 luglio 2011

 

Chi tra voi ha sofferto di quel particolare dramma rappresentato dall’ingresso nelle scuole medie dopo le elementari stia alla larga da questo film e dai libri di Jeff Kinney che lo hanno ispirato. O forse lo veda più volte proprio per questo.

Greg (Zachary Gordon) è un bambino di 11 anni che, appunto, si appresta a frequentare la prima media, in compagnia dell’inseparabile Rowley (Robert Capron).

L’inseparabilità, però, acuisce tutte le differenze tra i due: Greg è consapevole di essere nella fase del “diventare adolescenti” e cerca visibilità in tutti i modi, pur di guadagnarsi una pagina nell’annuario scolastico di fine anno, mentre Rowley, oltre che ai limiti dell’obesità, è ancora molto infantile, tutto videogiochi e triciclo, e finisce per essere un ostacolo ai sogni di gloria di Greg.

In più Greg deve fare i conti con un insopportabile fratello maggiore, Rodrick (Devon Bostick), batterista rock scavezzacollo e sempre abile nell’appioppargli le colpe di tutto di fronte ai genitori.

La lotta contro tutto e tutti, questo il contenuto del diario di Greg tramutato in film, con alta percentuale di fallimenti, degna dell’adulto Fantozzi nostrano, anche se qui l’ambientazione, e anche la struttura scolastica, è quella americana. Il fatto stesso dell’annuario scolastico, concetto a noi per lo più sconosciuto, o l’antipaticissima figlia della rappresentante di classe che comanda a bacchetta praticamente tutta la scuola col ricatto delle rivendicazioni della madre, oppure ancora il buffissimo espediente della “formaggite”, male oscuro che colpisce chiunque tocchi una fetta di formaggio ammuffito rimasto per sbaglio sul cortile della scuola e accuratamente evitato perfino dagli uomini delle pulizie.

Greg è essenzialmente un mediocre, ma positivo, buono. E’ uno che se inavvertitamente crea un danno all’amico del cuore, o perfino al fratello vessatore, se ne pente e cerca di rimediare. Si sente un po’ diverso dalla massa ma al tempo stesso ci tiene a risalire la china, o a risalire quell’immaginaria classifica della stima scolastica.

Gli adulti nel film ci sono, ma restano sullo sfondo, restano quel dettaglio di cui dover tener conto, partecipando in via marginale alle emozioni dei piccoli. Perfino il bullismo viene appena sfiorato, attraverso tre prepotenti più grandi, messi però subito in fuga proprio dall’arrivo degli adulti, in questo caso quanto mai provvidenziali.

Elemento d’interesse del film, probabilmente voluto dal regista Thor Frudenthal per la fascia entro i 13-14 anni ma utile anche per gli altri, è secondo me quella citata consapevolezza di crescita, di formazione della propria persona, che contraddistingue Greg, rispetto alla totale incoscienza di Rowley.

Una storia coi suoi sentimenti, seppur proporzionati all’età trattata, e perciò da promuovere con dignità.

  

 

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