PER SFORTUNA CHE CI SEI
FORTUNA O SFORTUNA: QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA
di Alessandro Tozzi
PER
SFORTUNA CHE CI SEI
Regia Nicolas Cuche
Con Francois Xavier Demaison, Virginie Efira, Raphael Personnaz, Armelle Deutsch, Yves Jacques, Marie Christine Adam, Brigitte Rouan, Gerald Marti, Francis Perrin, Elie Semoun
Commedia, Francia/Belgio, durata 87 minuti – Moviemax – uscita mercoledi 13 luglio 2011
Quel sottilissimo distinguo tra fortuna e sfortuna, questo in sostanza il messaggio di questo film, un po’ come quello tra amore e odio.
Julien (Francois Xavier Demaison) è un infallibile consulente matrimoniale, un favoloso riparatore di rapporti in crisi. L’unico peccato è che la sua abilità non funziona su sé stesso, perché qualsiasi donna gli si accosti resta immediatamente travolta da un mare di guai fino a convincersi che sia lui lo jettatore, e dunque a mollarlo per sempre.
Ad
un certo punto del suo ricco curriculum di successi (altrui) e fallimenti (suoi)
incontra la dolcissima Joanne (Virginie Efira), una designer di automobili in
attesa dell’occasione della vita per lanciare sul mercato una sua creazione.
Ma la storia si ripete: ascensori bloccati, incendi, temporali, figuracce e disastri di tutti i tipi costellano la vita e la carriera di Joanne, la quale resiste finchè può, anche molto più delle sventurate precedenti, fino a capitolare anche lei e darsi alla fuga, incalzata per di più dallo scarsamente elegante corteggiamento di Martin (Raphael Personnaz), il figlio del presidente della casa automobilistica, che però può garantirle l’ascesa professionale.
Le
scene di sfiga pura sono tante, alcune banali come uno scambio di borse con
conseguenze inimmaginabili, altre divertenti, da quelle più sguaiate come la
cacca della cicogna in fronte all’intervento chirurgico quasi subìto per errore
e scongiurato in extremis.
Ma poi scatta una molla nella mente di Joanne: cambiando punto di vista, cambiando le sequenze degli eventi e spostando in un certo modo le relazioni di causa ed effetto tra questi si convince che Julien è un autentico talismano, e deve a lui tutta la fortuna e la carriera che sta facendo, anche dopo aver cortesemente rinunciato all’appoggio del rampollo della casa.
Qualche
parte più scontata, qualche altra più movimentata, buona l’ambientazione in una
Parigi spesso innevata, ma la storia di per sé si sostenta in buona parte
sull’abilità, sulla freschezza e sulla simpatia naturale dei due protagonisti,
due belle persone alla ricerca di una felicità tutt’altro che infrangibile.
Per io resto tutto sommato un film da vedere “per conoscenza” ma non direi da rivedere.