IL GRANDE RITORNO DI PAUL SIMON
UN DISCO CHE RIVELA OTTIMA ISPIRAZIONE
di Alessandro Tozzi
PAUL
SIMON – SO BEAUTIFUL OR SO WHAT – HEAR MUSIC - 2011
Produzione: Paul Simon & Phil Ramone
Formazione: Paul Simon – voce, chitarre e percussioni + vari turnisti
Titoli CD: 1 – Getting ready for Christmas day; 2 – The afterlife; 3 – Dazzling blue; 4 – Rewrite; 5 – Love & hard times; 6 – Love is eternal sacred light; 7 – Amulet; 8 – Questions for the angel; 9 – Love & blessing; 10 – So beautiful or so what; 11 – So beautiful or so what (live bonus track sul vinile)
Titoli DVD edizione deluxe: 1 – The making of so beautiful or so what; 2 – Getting ready for Christmas day (music video); 3 – So beautiful or so what (live)
Ecco
un altro anzianotto (sta per compiere 70 anni) che dopo cinque anni di silenzio
dall’ultima uscita, torna con un prodotto interessante. Un lavoro, nelle stesse
rivelazioni dell’autore, “pensato con la chitarra in mano” e si sente benissimo.
Quella chitarra magari un po’ “pizzicata” che dà il via al disco con Getting ready for Christmas day, presto raggiunta da una voce di Simon particolarmente fanciullesca. Il folk è servito, quello che ha reso celebre Graceland nel 1986.
La successiva The afterlife, con un cantato edulcorato alla Peter Gabriel, affronta addirittura il tema dell’uomo che si presenta alle porte del cielo, dovendo anche fare la fila: vita, morte, vita ultraterrena e naturalmente amore, questi gli argomenti di fondo, dalle espressioni più lente e malinconiche di Love & hard times, arricchita dagli archi e da un sontuoso arrangiamento, a quelle più movimentate di Rewrite, in cui è immediato rivolgere il pensiero a Springsteen, anche per l’uso di un fischiettìo recentemente caro al Boss stesso, ma l’arpeggio acustico non lascia dubbi sulla paternità del pezzo.
I
musicisti sono assolutamente selezionati, e le soluzioni ascoltate nell’album
sono tante: sensazioni orientali in Dazzling blue, iniziata e conclusa
con la vocina di un Simon tornato bambino. Per lasciare forse una maggior
freschezza ai pezzi non compaiono nel disco parti di basso. Love is eternal
sacred light presenta un attacco blues con tanto di armonica e parti vocali
dapprima fruscianti come il resto dell’album, poi improvvisamente più cupe.
Impressionante il mestiere e la pulizia del sound, ma anche delle corde vocali
di questo artista, che vanno perfettamente a sovrapporsi alle voci gospel
incastonate nel bel mezzo di Love & blessing.
Titoli di coda con la title track So beautiful or so what, ottimo compendio dell’abilità del musicista e delle invenzioni del genio applaudite in tutto il disco. Sembra di rivivere la chitarra sincopata ascoltata in avvio. Tono solenne, quasi spirituale.
Paul Simon è un altro di quelli che, se la salute lo sostiene, fa dormire sonni tranquilli a chi ama la musica di livello.