SOUNDGARDEN: RIUNITI, SI O NO?
SOUNDGARDEN – Live on I5 – Universal - 2011
di Alessandro Tozzi
PRODUZIONE:
Adam Kasper
FORMAZIONE: Chris Cornell – voce; Kim Thayil – chitarra; Ben Shepherd – basso; Matt Cameron – batteria
TITOLI: 1 – Spoonman; 2 – Searching with my good eye closed; 3 – Let me drown; 4 – Head down; 5 – Outshined; 6 – Rusty cage; 7 – Burden in my hand; 8 – Helter skelter; 9 – Boot camp; 10 – Nothing to say; 11 – Slaves & bulldozers; 12 – Dusty; 13 – Fell on black days; 14 – Search & destroy; 15 – Ty cobb; 16 – Black hole sun; 17 – Jesus Christ pose
Soundgarden, una delle proposte musicali più interessanti degli anni ’90. La
voce tagliente di Chris Cornell, la furia delle chitarre, anche neli momenti di
maggior cupezza, come nei lontani esordi del 1984. Come spesso accade, prematuro
scioglimento e progetti solistici: lo stesso Cornell, ugola fenomenale, in
versione solista mi ha lasciato più di una perplessità.
Dopo tanti anni, l’annuncio della reunion, avvenuto un anno fa, un inedito pubblicato in una raccolta di classici, e ora questo live, registrato nell’ultimo tour dei Soundgarden nel 1996.
Il disco in sé è buono perché racchiude l’energia di allora, l’amalgama tra i quattro; presenta anche qualche piccola chicca: un’esecuzione acustica “solista” di Cornell per Black hole sun, pezzo che ha molto contribuito alle fortune del gruppo, un paio di cover abbastanza creative, Search & destroy degli Stooges e Helter skelter dei Beatles, resa qui in modalità molto “grunge”, per quanto questa etichetta vada secondo me piuttosto stretta ai Soundgarden che, sempre a mio modesto avviso, hanno ben sintetizzato (e prevenuto) certe sonorità dei Nirvana e l’hard rock convenzionalmente conosciuto.
Unico peccato l’assenza di brani dal disco d’esordio Ultramega ok, come a prenderne le distanze, visto che l’affermazione mondiale è venuta successivamente. Però si parte alla grande con la geniale Spoonman, sono regolarmente presenti pezzi storici più arrabbiati come Rusty cage o la conclusiva (non certo a caso) Jesus Christ pose, o quelli più melliflui tipo Slaves & bulldozers, Fell on black days o anche Searching with my good eye closed.
Insomma è un disco che chiarisce a chi non lo sapesse ancora i motivi del successo al tempo ottenuto dal gruppo.
Però i Soundgarden dovrebbero dirci cosa intendono fare da grandi: la reunion è
stata annunciata un anno fa e da allora un paio di festival estivi, una raccolta
e ora questo live con registrazioni del 1996. Le carriere individuali sono
teoricamente in piedi, lo stesso Matt Cameron ha ancora i suoi impegni con i
Pearl Jam.
I quattro stanno iniziando ad accennare ad un vero nuovo disco, precisando però l’impossibilità di fissare dei tempi. Staremo a vedere, intanto la foto di famiglia di questo live ci fa tanto piacere, ma attendiamo conferme più serie che allontanino i sospetti della reunion annunciata per strategia commerciale e basta.