LA STELLA DI STRIMBERG
di Massimiliano Friello

Autore: Wallentin Jan
Pagine: 4917
Editore: Marsilio (collana Farfalle)
Anno di pubblicazione 2010
Le distese dell'Artico alla fine dell'Ottocento. Tre esploratori svedesi scompaiono dopo un avventuroso viaggio in pallone. Sono in pochi a sapere che a bordo di quel pallone Nils Strindberg aveva con sé una stella e una croce di origine sconosciuta. Ma nessuno sa dove sono finite. Più di cento anni dopo, immergendosi in una vecchia galleria mineraria di una remota regione della Svezia, un sommozzatore scopre un corpo che la miniera custodisce da lunghi anni, con il suo segreto: una croce ansata che rappresenta il simbolo egizio della vita. Potrebbe trattarsi dello stesso oggetto gelosamente conservato da Strindberg? Ma dove si nasconde la stella? Don Titelman, uno storico eccentrico esperto di miti e simboli religiosi, viene coinvolto e trascinato suo malgrado nella ricerca dell'altra metà della chiave: braccato da una misteriosa e potente Fondazione segreta, Titelman fugge attraverso l'Europa inseguendo l'antico mistero che lo porterà a ripercorrere le tracce di Strindberg tra i ghiacci del Polo e a scoprire il vero scopo della sua spedizione.
La storia coinvolge fin dalle prime pagine ed i personaggi introdotti risultano convincenti. La lettura non risulta difficile poichè i personaggi entrano ed escono dal racconto senza complicati salti temporali ed inoltre vi sono descritti anche luoghi e verità storiche che aumentano l'interesse del lettore.
Il filo logico della narrazione scorre senza intoppi più o meno fino a 3/4 del libro ove vi è un primo finale, e tutti gli eventi ed i personaggi fin qui si incastrano perfettamente. L'ultima parte invece è un mezzo disastro poichè Wallentin ricorre alla fantascienza non riuscendo nemmeno a spiegare tante vicende che si incontrano durante il racconto. A fine lettura ci si domanda poi il motivo di alcune introduzioni di personaggi e fatti che non aggiungono nulla alla storia e cosa ancor più grave rimangono sospese.
Qualche recensore credo molto vicino all'editore ha posto l'autore tra Dan Brown e Larsson. Con quest'ultimo Wallentin ha da spartirsi solo la nazionalità poichè sia la ben più semplice trama che il traballante finale sono lontani anni luce dai rigorosi libri di Larsson in cui non c'è un pezzo fuori posto, mentre invece come nel Codice Da Vinci ha ripreso delle tematiche storiche facendole trascendere da accadimenti verosimili, ma che comunque rimangono sempre troppo lontane da una ipotetica realtà a causa del finale troppo fantasioso.
Comunque consiglio la lettura di questo thriller romanzato, ma sicuramente vi tengo alla larga dall'acquisto.