STURMTRUPPEN, LA GUERRA DA RIDERE

42 ANNI DI TRINCEA

 

di Alessandro Tozzi

 

Le Sturmtruppen hanno esattamente la mia età.

E’ proprio nel 1969, infatti, che nascono dalla fantasia del compianto Franco Bonvicini, in arte Bonvi, scomparso in un tragico incidente nel 1995, creatore, tra l’altro, anche del primo Lupo Alberto, di Nick Carter e i suoi buffi assistente Patsy e Ten, di Cattivik.

Ma qui desidero narrare le emozioni di una vita con le Sturmtruppen, il modo più arguto di detestare la guerra: schernendola.

Si, perché tutti i personaggi delle Sturmtruppen sono tutt’altro che dei vincenti, oltretutto di fronte ad un nemico mai ben individuato; è il nemico e basta, ma non si riesce mai a guardarne in faccia uno.

Così abbiamo il sergente mascellone che per far carriera vessa i poveri soldati di truppa, i cui nomi sono sempre quelli, a rotazione Frank, Otto, Humbert, Fritz, che devono sempre obbedire anche di fronte al più assurdo degli ordini; il cuoco che arrangia il rancio con quel che trova, ma si guarda bene dal mangiarlo lui; il fiero alleato Galeazzo Musolesi, l’anticameratismo in persona, capace di calpestare senza scrupoli i commilitoni per il proprio tornaconto.

Ulteriori elementi comici vengono di tanto in tanto nelle classiche strisce da 3-4 vignette che in genere esauriscono la storia raccontata da Bonvi nella sua estasi ironica: il cecchino infallibile, il tenentino timido e impacciato con le donne, la puntuale ispezione dell’alto comando, i rumori molesti in trincea, i turni di guardia comandati nei posti più impensati, discariche di materiale radioattivo, deserti, ghiacciai… chissà qual è l’ambientazione immaginata da Bonvi, chissà come sarà possibile combattere una guerra con postazioni a 40 gradi all’ombra ed altre con 40 sotto zero!

Il soldato delle Sturmtruppen è maldestro, quale che sia il suo grado o il suo incarico, perfino il personale medico si arrangia con metodi di fortuna, sia quando deve soccorrere i feriti dell’assalto della notte appena trascorsa che quando deve smascherare gli scansafatiche come Musolesi. Le sentinelle sono perseguitate da allucinazioni individuali e collettive d’ogni tipo, da quelle mistiche ad altre molto più “terrene”.

Le Sturmtruppen vivono un tempo sospeso, non guadagnano mai terreno, non si ritirano, la guerra non si vince mai e non si perde mai. La loro missione è quella di farla la guerra, comunque vada, ma la loro unica vittoria è il nostro sorriso alla quarta vignetta, quando lo humour unico di Bonvi ci accarezza cervello e cuore.

 

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