IL BRIVIDO DI AGATHA CHRISTIE A TESTACCIO

di Alessandro Tozzi

TRAPPOLA PER TOPI di Agatha Christie, traduzione di Edoardo Erba

Regia di Stefano Messina

Con Stefano Altieri, Annalisa Di Nola, Stefano Messina, Massimiliano Franciosa, Carlo Lizzani, Roberto Della Casa

Produzione Compagnia Attori & Tecnici

Roma, Teatro Vittoria, dal 1° al 6 febbraio 2011

A Testaccio, quartiere notoriamente popolare, arriva il brivido, per niente fuori posto perché fin dai primi attimi si rivela la perfezione della ricostruzione della scena, degli arredi, della spaventosa e gelida notte inglese degli anni ’50, merito questo, da attribuire a tutto lo staff della compagnia, in particolare Alessandro Chiti, che non ha lasciato davvero nulla al caso, riportando fedelmente anche i comunicati radio, le musiche e il fuoco del camino, oltre alla tempesta. Il tutto in una scenografia completamente di legno.

Dunque la locanda gestita dai coniugi Giles e Mollie Raston (Stefano Messina e Silvia Siravo) resta senza contatti con l’esterno a causa di una tempesta di neve, e ad aumentare il nervosismo di tutti contribuisce l’arrivo del Sergente Trotter (Massimiliano Franciosa) che li informa che tra i loro clienti c’è un feroce e soprattutto psicopatico assassino, nonché la prossima vittima designata.

Ora il gelo non è più solo un fatto atmosferico.

Tutti i personaggi sembrano cambiare aspetto, la tensione si taglia col coltello ma non raggiunge mai un vero e proprio terrore, anzi con un pizzico di humour inglese qua e là, e con la voluta mascolinità della Signorina Casewell (un’ottima Elisa Di Eusanio), buffa anche nei suoi tic.

Gli ospiti della locanda sono persone parecchio diverse tra loro, dallo stravagante Signor Paravicini (Stefano Altieri) al Maggiore Macalf (Roberto Della Casa), a tratti noioso nella sua “militarità”, ma una alla volta ognuna ha il suo spazio, ognuna dà il suo contributo. L’effetto “retrò” è stato senz’altro raggiunto.

La proverbiale flemma inglese, seppur nell’altissima tensione, regna sovrana, fatta eccezione forse per una Mollie stranamente più acidula e meno ingenuotta rispetto a precedenti rappresentazioni; resterebbe da capire solo se si tratta della sua interpretazione del personaggio o del desiderio della compagnia.

Ci sarà più di un motivo se questo spettacolo viene replicato da 60 anni e detiene una serie di primati, sta solo agli interpreti di turno rendergli onore.

 

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