Stéphane Thidet, VITA SELVAGGIA

La Maison Rouge dal 12 febbraio al 15 maggio 2011

di Claudia Pandolfi

 

Ogni inverno l’Associazione degli amici de La maison Rouge produce un’opera specifica per il patio della fondazione. Quest’anno, i membri dell’associazione Gli amici della Maison Rouge hanno scelto Stéphane Thidet.

Stéphane Thidet si serve dei paradossi come il gioco e il rito, la carenza e il dubbio, l’inquietante familiarità, il capovolgimento dei dati temporali. Stéphane Thidet articola i suoi ultimi pezzi esplorando la messa in pericolo come campo del possibile.

Le opere dell’artista propongono di pensare al declino non come inizio della fine, ma come alternativa dell’esistenza di ciò che ci circonda. Fragilizzarsi, fossilizzarsi, mondare, forzare le cose a rivolgersi ad una nuova origine, supporre la loro condizione di esistenza.

Oggetti auto-intrappolati, situazioni di coma inflitto agli oggetti che ci circondano. Questa nuova prospettiva propone un mondo alterato, e crea una lettura fittizia del nostro quotidiano.

Ogni opera di  Stéphane Thidet, al di là della sua bellezza forma, è un crocevia che forza alla fantasticheria, al dubbio, alla commozione. Alla seduzione immediata di uno specchio che scintilla alle allodole si sovrappone la meccanica della trappola. Miti moderni, i suoi pezzi catturano lo spettatore nelle emozioni contraddittorie, identiche a quelle che può provare l’uomo di fronte ad una lente, il suo peggior nemico. Fascino, incanto, minaccia.

Per il patio de La maison rouge, Stéphane Thidet ha concepito un serraglio sul modello di quelli che si possono visitare nei parchi zoologici.

Partendo dal fatto che il patio è  circondato da una vetrata dello stesso tipo di un serraglio, in particolare quelli che presentano gli ominidi (famiglie di grandi scimmie), Stéphane Thidet propone di trasportare l’ambiente dello zoo nello spazio d’esposizione della fondazione, per rivelare i molteplici parallelismi che esistono tra questi due tipi di spazio di mostra.

Come spiega lui stesso, al di là della qualità strutturale degli elementi fabbricati per accogliere gli animali, questo raffronto coniuga la nozione di esposizione, di divertimento e di ricostruzione di un paesaggio (selvaggio ?) destinato a una funzione e ricorda questa inquietante familiarità tra l’uomo e la scimmia.

Stéphane Thidet è nato a Parigi il 20 maggio 1974.

 

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