TOWER HEIST

COLPO AD ALTO LIVELLO

 

di Alessandro Tozzi

 

TOWER HEIST – COLPO AD ALTO LIVELLO

Regia Brett Ratner

Con Ben Stiller, Matthew Broderick, Casey Affleck, Eddie Murphy, Stephen Henderson, Judd Hirsch, Tea Leoni, Michael Pena, Gabourey Sidibe, Alan Alda, Nina Arianda, Aprella, Danielle McKee

Commedia, USA, durata 104 minuti – Universal Pictures – uscita venerdi 25 novembre 2011

 

Un grattacielo di New York, il grande industriale Arthur Shaw (Alan Alda) che lo utilizza per attività più o meno lecite, il suo dirigente Josh Kovacs (Ben Stiller) che lo ammira ed esegue ciecamente i suoi ordini, gli fa da segretario, da confidente, da portaborse.

Un bel giorno, anzi un brutto giorno, cade il mito: l’FBI arresta improvvisamente Shaw per frodi fiscali e truffa nei confronti di tutti i dipendenti, i cui fondi pensione sono stati gestiti da lui, troppo facile indovinare come, su specifica richiesta di Kovacs stesso. L’usciere Lester (Stephen Henderson) tenta il suicidio.

A poco a poco Kovacs apre gli occhi e capisce il farabutto che è Shaw, coinvolge in una reazione inconsulta il cognato Cole (Casey Affleck), che attende di diventare padre, e Rick (Michael Pena), col prevedibile risultato dell’immediato licenziamento per tutti e tre.

Ad infierire ci si mette l’agente FBI Gertie Fiansen (Tea Leoni), che tra le righe rivela la spaventosa cifra di venti milioni di dollari. E’ il malloppo, il risultato di anni di truffe, a quanto pare nascosto in una cassaforte all’ultimo piano del palazzo, dal quale però i tre sono stati allontanati per sempre.

Scatta l’idea malsana. E’ necessaria un’azione di forza, oltre ad un “maestro” di furto e rapina, individuato in Slide (Eddie Murphy). Il progetto è quello di diventare all’improvviso i paladini dei truffati, i raddrizzatori di torti, costi quel che costi, anche rubare al ladro stesso. Non è più solo una riscossa personale, ma collettiva, simbolica, chissà se con l’obiettivo di rendere il maltolto a tutti i derubati, uno per uno, o per spartirselo tra di loro.

Sembra di vedere la preparazione del colpo de I soliti ignoti di casa nostra, maldestri lo stesso. Chi credeva di vedere un poliziesco o comunque una certa azione comincia a ricredersi perché i quattro cominciano a produrre goffaggine. La “banda” a un certo punto perde degli elementi e ne acquista altri, ma non è così importante. E’ l’obiettivo finale che resta.

Kovacs va addirittura a scusarsi formalmente con Shaw.

Poi serve uno scassinatore, trovato anche quello, Odessa (Gabourey Sidibe), e parte l’attuazione del piano, con mille ostacoli.

In realtà però scarseggia sia la comicità che l’azione, c’è solo l’indignazione popolare e il desiderio di vedere il ladro in galera, sentimento che in Italia ben conosciamo.

 

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