« Trônes en majesté »

Castello di Versailles dal 1 marzo al 19 giugno 2011

di Claudia Pandolfi

 

Circa quaranta «Troni » di tutte le civilizzazioni sono esposti nel circuito dei Grandi Appartamenti del Re e della Regina, alcuni accompagnati dai loro accessori e da altri elementi iconografici, che permettono meglio di comprendere l’universalità della rappresentazione di base dall’autorità, che sia religiosa o politica. Troni emblematici come quello del Re Dagoberto o la Portantina di Papa Leone XIII che ricordano il fascino che il trono ha conosciuto, e che esercita ancora.

Per prolungare la visita e testare la loro conoscenza, Paris Mômes e il castello di Versailles propongono ai bambini un libretto-gioco.

Il Trono, modo d’uso !

Il Trono è un accessorio che si trovano in tutti i paesi del mondo, con tutte le forme possibili. Possono essere molto antichi (alcuni tra loro hanno più di 1600 anni!) o praticamente nuovi, sobri o riccamente ornati. Ma qualunque sia la loro differenza, essi sono destinati a un re, a un imperatore o a un papa, i troni hanno un punto comune: sono dei simboli dell’autorità dell’uomo. Poiché l’autorità è seduta, la potenza è ancora all’inizio.

In effetti la potenza è solitamente rappresentata in movimento : è quella degli eroi vittoriani dopo le battaglie, che si vedono sovente nelle pitture o nelle sculture. Ma questa potenza, proprio perché in movimento, può apparire come passeggera.

Questo è il motivo per cui i sovrani anticamente preferivano mostrarsi seduti: era un modo per dire che la loro autorità, stabile, era  data loro da un potere superiore (Dio, dei ecc…) e che era loro concessa per molto tempo (mentre gli uomini politici di oggi sono visti in piedi la maggior parte del tempo, salvo che in occasioni speciali come il 14 luglio).

Lo spettatore sarà sicuramente meravigliato di non vedere il trono di Luigi XIV :  eppure il castello di Versailles è il suo castello ! Ma questo trono, che era in argento massiccio e che il re faceva sistemare all’inizio della galleria dei cristalli durante i grandi ricevimenti, non esiste più. Infatti un mattino del 1689 Luigi XIV ha ordinato di farlo fondere, come altri mobili in argento, per finanziare una guerra.

 

 

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