L’ULTIMO TERRESTRE E’ UN CAMERIERE
MA NON HA ALCUNA PAURA
di Alessandro Tozzi
L’ULTIMO
TERRESTRE
Regia Gianni Pacinotti
Con Gabriele Spinelli, Anna Bellato, Roberto Herlitzka, Teco Celio, Stefano Scherini, Paolo Mazzarelli, Luca Marinelli, Vincenzo Illiano, Sara Rosa Losilia, Ermanna Montanari
Fantascienza, Italia, durata 100 minuti – Fandango – uscita venerdi 9 settembre 2011
Luca Bertacci (Gabriele Spinelli) è uno squallido e malconcio ragazzo sui trent’anni, fa il cameriere al Bingo e sogna Anna, la vicina di casa (Anna Luini), che però frequenta Paolo, un ragazzo molto più brillante (Walter Rasini) e anche per questo vive di sesso a pagamento; insomma è l’identikit della mediocrità.
I suoi unici affetti sono l’anziano padre (Roberto Herlitzka), abbandonato da
molti anni dalla madre, e l’amico d’infanzia (Luca Marinelli), ben avviato alla
carriera di trans col nome di Roberta ma non certo per questo ripudiato.
Da qualche giorno tutti i media annunciano l’imminente incontro con una razza aliena, ma paradossalmente questo non scuote più di tanto i terrestri, al di là di qualche domanda curiosa tipo “Come saranno?” oppure il chiedersi se si riveleranno ostili o no.
Il film scorre con un altro film dentro, cioè la missione impossibile di Luca, conquistare l’inafferrabile Anna, dopo aver appreso che il rivale che gliela preclude è un ciarlatano che vive proprio di truffe basate sugli incontri con gli alieni.
Ma intanto Luca stesso incontra il primo essere alieno nella fattoria del padre; anche qui non viene rappresentata la sorpresa che forse lo spettatore si aspetterebbe.
Seguono
poi altre apparizioni che a poco a poco si intensificano, e questi esseri,
visualizzati in modo abbastanza classico salvo il fatto di essere bianchi
piuttosto che verdi, sembrano guardare molto bene in faccia, anzi nel cuore, gli
umani, riservando loro trattamenti diversi a seconda dei relativi trascorsi
nella vita terrena.
Una sorta di giudizio universale anticipato! Un’insindacabile valutazione del bene e del male!
Proprio Luca sembra essere l’ultimo a costituire oggetto di interesse per gli alieni, lui forse così privo di sentimenti, così amorfo in ogni attività, così spento, così ordinario. Anche la sua casa è tutto un grigiore.
La normalità assoluta si intreccia con l’incredibile, ma l’aggancio avviene in
modo molto naturale, merito indiscusso del debuttante Gabriele Pacinotti in
regia. Anche sapere un’altra versione, la vera versione della storia dei propri
genitori turba Luca solo per un attimo.
Audace l’idea, abbastanza innovativa, di presentare l’arrivo degli alieni con una filosofia umana del tipo “Prego si accomodi”, ma da parte mia accolgo volentieri, dopo tanto tempo, una storia con alieni che non siano invasori, che non siano distruttori, che non sparino.
Mi piace molto pensare che l’incontro tra le civiltà sia possibile, se la pensate allo stesso modo questo film vi intenerirà.