COME AMMAZZARE IL CAPO E VIVERE FELICI
IL VADEMECUM DEGLI OPPRESSI
di Roberta Serravento
COME
AMMAZZARE IL CAPO E VIVERE FELICI
Regia Seth Gordon
Con Colin Farrell, Jason Bateman, Jennifer Aniston, Charlie Day, Jason Sudeikis, Jamie Foxx, Kevin Spacey, Donald Sutherland, Isaiah Mustafa, Julie Bowen
Commedia, Usa, durata 98 minuti – Warner Bros Italia – uscita mercoledi 27 luglio 2011
La
commedia americana Come ammazzare il capo e vivere felici appare un film
leggero e divertente al limite del demenziale, ma estremamente serio nei
contenuti in quanto riporta nella finzione scenica la realtà di molti lavoratori
che per necessità sottostanno alle angherie dei propri capi.
La storia è quella di tre giovani uomini, amici sin dai tempi della scuola, che da adulti si ritrovano accomunati dallo stesso destino nel mondo del lavoro: tutti risultano essere dipendenti e succubi dei propri superiori che li usano e li umiliano senza sosta, li ridicolizzano in maniera esagerata e inumana, tenendoli in pugno sotto l’arma del ricatto della perdita del lavoro.
I
tre protagonisti, Nick (Jason Bateman), Dale (Charlie Day) e Kurt (Jason
Sudeikis), stremati rispettivamente da un diabolico amministratore (Kevin Spacey),
da un a dentista erotomane (Jennifer Aniston) e da un capufficio cocainomane
(Colin Farrell) decidono di elaborare un piano perfetto per eliminarli
definitivamente, e visto il grado di perbenismo e ingenuità che li
contraddistingue si fanno aiutare da un apparente professionista del crimine (Jamie
Foxx) e cercheranno di seguire tutti i suoi consigli.
Quel che colpisce in questa pellicola è proprio l’ingenuità e l’essere un po’
imbranati dei tre gregari, un pò fantozziani nel gestire i propri destini
lavorativi al punto quasi di “meritare” le oppressioni cui sono abituati da
sempre.
Impeccabili anche le interpretazioni dei cattivi e risulta degna di nota una splendida Jennifer Aniston in tutta la sua bellezza e perfezione fisica.
L’intreccio dei ruoli e delle vicende, i diversi colpi di scena rendono meno banale un film che apparentemente non si presentava certamente come una commedia esilarante!
Insomma
tutti gli equilibri sembrano ristabilirsi grazie non tanto alle strategie degli
oppressi e degli oppressori ma semplicemente grazie alla casualità e al destino
che inesorabilmente contraddistinguono la vita di tutti.