VALLANZASCA - GLI ANGELI DEL MALE

di Claudia Pandolfi

Titolo originale: id.

Nazione: Francia, Italia, Romania

Anno: 2010

Genere: biografico, poliziesco

Durata: 2h05m

Regia: Michele Placido

Sceneggiatura: Andrea Leanza, Antonio Leotti, Michele Placido, Kim Rossi Stuart, Toni Trupia,

Fotografia: Arnaldo Catinari

Musiche: Negramaro

Cast: Kim Rossi Stuart, Valeria Solarino, Filippo Timi, Moritz Bleibtreu, Paz Vega, Francesco Scianna, Paolo Mazzarelli, Lorenzo Gleijeses, Gaetano Bruno, Nicola Acunzo, Lino Guanciale, Stefano Chiodaroli, Monica Barladeanu

Michele Placido, coadiuvato dall'attore protagonista Kim Rossi Stuart in qualità di co-sceneggiatore, si rimette alla regia per un'altra storia nera dell'Italia del secondo dopoguerra dopo "Prima linea" e "Romanzo criminale". Stavolta si tratta dell'autobiografia di Renato Vallanzasca (detto il bel René), bandito milanese che spadroneggiò intorno alla metà degli anni Settanta, conquistando contemporaneamente i cuori di centinaia di casalinghe frustrate attratte dalla perversione del male.

1985. Renato Vallanzasca, 35 anni, è detenuto in isolamento nel carcere di Ariano Irpino. È lui stesso a raccontarci le sue prime imprese adolescenziali che gli frutteranno la prima reclusione nel carcere minorile. È l'inizio di una carriera che, con il supporto di alcuni amici d'infanzia, lo condurrà a divenire "il boss della Comasina". All'inizio degli Anni Settanta inizia ad insidiare il dominio, fino allora incontrastato di Francis Turatello ma la rapina a un portavalori gli procura un arresto con conseguente evasione dopo quattro anni e mezzo. La battaglia con il clan Turatelo si fa sempre più dura così come sempre più sanguinose divengono le rapine ascritte alla Banda Vallanzasca. Vallanzasca sta scontando una condanna complessiva a quattro ergastoli e 260 anni di reclusione con l'accusa di sette omicidi di cui quattro direttamente compiuti, una settantina di rapine e quattro sequestri di persona nonché numerosi tentativi di evasione. È detenuto da 38 anni

Placido fa raccontare allo stesso protagonista la sua storia, partendo dal 1981 quando il bandito si trova in regime carcerario duro ad Ariano Irpino. La voce fuori campo mostra le bravate di Renato bambino ed adolescente con in mente "Quei bravi ragazzi" di Scorsese: Renato è sempre in gruppo, attorniato dai suoi sodali che continueranno a seguirlo fedelmente in età adulta.

Vallanzasca si distingue per la sua fredda lucidità e per il suo beffardo sarcasmo: ogni sua azione criminosa è compiuta scientemente, senza tralasciare il minimo dettaglio.

L'interpretazione di Kim Rossi Stuart è grandiosa. L'attore applica sapientemente il metodo dell'identificazione con il suo personaggio, sfoggiando una buona cadenza milanese.

Musica e scene veloci contribuiscono a dare allo spettatore una giusta dose di angoscia che sfocia nella catarsi finale a conclusione della pellicola. Vallanzasca si definisce uno con "un lato oscuro più pronunciato" autoassolvendosi dai suoi peccati e autorizzando chi lo guarda a giustificarlo.

 

TORNA ALLA HOME PAGE        TORNA A ARCHIVIO