VERDENA, QUANTITA’ E QUALITA’

TUTTA L’ISPIRAZIONE DI 4 ANNI IN 27 BRANI

 

di Alessandro Tozzi

 

VERDENA – WOW – UNIVERSAL - 2011

Produzione: Alberto Ferrari

Formazione: Alberto Ferrari – voce, chitarra, synth e piano; Roberta Sammarelli – basso; Luca Ferrari – batteria, percussioni e cori

Titoli CD1: 1 – Scegli me (un mondo che non vuoi); 2 – Loniterp; 3 – Per sbaglio; 4 – Mi coltivo; 5 – Razzi arpia inferno e fiamme; 6 – Adoratorio; 7 – Le scarpe volanti; 8 – Miglioramento; 9 – Lui gareggia; 10 – Castelli in aria; 11 – Il nulla di O; 12 – Sorrisi in spiaggia (parte 1); 13 – Sorrisi in spiaggia (parte 2)

Titoli CD2: 1 – Attonito; 2 – E’ solo lunedi; 3 – Tu & me; 4 – Badea blues; 5 – Nuova luce; 6 – Grattacielo; 7 – A cappello; 8 – Rossella roll over; 9 – Canzone ostinata; 10 – 12,5 mg; 11 – Sul ciglio; 12 – Letto di mosche; 13 – La volta; 14 – Lei disse (un mondo del tutto differente)

 

Se negli ultimi anni collocare i Verdena nel panorama musicale italiano si è fatto difficile ora questo Wow rappresenta la mazzata finale.

Intanto il singolo mandato in avanscoperta, oltre che nel titolo Razzi arpia inferno e fiamme, si presenta enigmatico anche nel contenuto: i ritmi sono lentissimi, la voce di Alberto Ferrari è soffusa, il fratello Luca alla batteria e Roberta Sammarelli al basso tengono il tempo quasi per inerzia, le immagini raccontano di persone imprigionate in lenzuola o dietro dei muri.

Però le 27 tracce dei due dischi propongono un po’ di tutto, sonorità più vicine al repertorio storico della band e sperimentazioni varie; alla prima categoria appartengono senz’altro Attonito e Lui gareggia alla seconda A cappello, eseguita appunto a cappella, 12,5 mg con la sua massiccia presenza elettronica, Badea blues, nonostante la voce non proprio congeniale al genere.

Anche l’abbondanza dei quasi 90 minuti pubblicati indica una sorta di desiderio di indipendenza da logiche di mercato e strategie commerciali, proprio come a voler ribadire di essere autori, musicisti e basta. La copertina stessa profuma molto di anni ’70, la definizione di “Nirvana italiani”, pur appioppata con una certa ragion veduta qualche anno fa, comincia a stare stretta al gruppo.

Ma molti pezzi contengono dei tagli trasversali, delle sferzate impreviste ed imprevedibili, come il finale di Nuova luce o il caos preterintenzionale di Rossella roll over dall’inizio alla fine, oppure ancora il trip di La volta.

Insieme alle musiche, anche i testi richiedono una certa elaborazione per essere ben assimilati, pur non facendo riferimento a particolari tematiche sociali, ma in linea di massima la psiche umana nelle sue sottobranche, amore compreso.

I crismi del capolavoro ci sono tutti, l’unico ostacolo da superare è la piena comprensione, che potrebbe necessitare più ascolti.

Sono per così dire musicisti “contro” i Verdena, ma senza urli, contestazioni o vendette tipiche di alcuni colleghi, sono semplicemente indipendenti, un po’ folli ma innamorati del proprio mestiere.

 

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