ALTRO GRANDE RITORNO: I MR. BIG

MR. BIG – What if… – Frontiers Records - 2011

 

di Alessandro Tozzi

 

PRODUZIONE: Kevin Shirley

FORMAZIONE: Eric Martin – voce; Paul Gilbert – chitarre e voce; Billy Sheehan – basso e voce; Pat Torpey – batteria

TITOLI: 1 – Undertow; 2 – American beauty; 3 – Stranger in my life; 4 – Nobody left to blame; 5 – Still ain’t enough for me; 6 – Once upon a time; 7 – As far as I can see; 8 – All the way up; 9 – I won’t get in my way; 10 – Around the world; 11 – I get the feeling; 12 – Unforgiven (bonus track)

BONUS DVD: 1 – Undertow - videoclip; 2 – All the way up – videoclip; 3 – The making of the album

Li avevamo lasciati esattamente 10 anni fa con Actual size e ora riecco anche i Mr. Big che, lo dico subito, mostrano con questo nuovo What if… un certo ritrovato amalgama, oltre all’indubbia operazione commerciale.

Quando 4 grandi individualità come queste si incontrano spontaneamente e pro positivamente non può che uscire un ottimo prodotto.

L’impatto è buono fin dall’iniziale Undertow, utilizzata anche come primo singolo: c’è la carica rock degli anni ’80, con un elemento aggiuntivo: nonostante l’aspetto da eterno bambino Eric Martin ha fatto una gran voce da adulto, e lo mette subito in chiaro. La seguente American beauty attacca con una carezza di Paul Gilbert alla chitarra, casomai qualcuno avesse dimenticato le sue capacità, per poi proseguire sulla stessa falsariga.

Le ballad sono due, Stranger in my life e All teh way up, secondo singolo designato: non eccezionali, ma di buona caratura entrambe.

Dunque il rock melodico di allora è tornato, ma la voce “cresciuta” di Eric Martin si fa apprezzare anche più di allora con quell’utilizzo cavernoso di Nobody left to blame; gli altri strumentisti si fanno notare costantemente, e restano i grandi musicisti che avevamo lasciato, dichiarandolo a chiare lettere nella parte centrale di Around the world, dove uno insegue l’altro in un magnifico crescendo di micro-assoli che riconduce poi alla voce di Martin.

Anche la parte centrale dell’album, con le consecutive Still ain’t enough for me e Once upon a time, mostra un’aggressività e una capacità di premere sull’acceleratore forse mai toccata neanche ai tempi belli, conservando una certa attitudine ad impressionarsi nella memoria e nelle orecchie, segno che anche il songwriting è tornato davvero ispirato.

I contenuti bonus, pur senza far gridare al miracolo, fanno piacere: Unforgiven è un brano in linea col resto del disco, nel DVD ci sono una quindicina di minuti di immagini di studio, buone soprattutto per i fedelissimi, e i videoclip dei 2 singoli, entrambi girati sempre in studio. Niente male, anche se il piatto forte è il disco stesso.

 

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