SKIN NELLA SUA MIGLIOR DIMENSIONE

SKUNK ANANSIE – Wonderlustre – Carosello Records - 2010

 

di Alessandro Tozzi

 

PRODUZIONE: Skunk Anansie & Chris Sheldon

FORMAZIONE: Skin – voce e piano; Ace – chitarre; Cass Lewis – basso; Mark Richardson – batteria; Toby Baker – tastiere

TITOLI: 1 – God loves only you; 2 – My ugly boy; 3 – Over the love; 4 – Talk too much; 5 – The sweetest thing; 6 – It doesn’t matter; 7 – You’re too expensive for me; 8 – My love will fall; 9 – You saved me; 10 – Feeling the itch; 11 – You can’t always do what you like; 12 – I will stay but you should leave

BONUS DVD: 1 - The making of Wonderlustre; 2 – Skunk Anansie on the road – Festivals 2010; 3 – My ugly boy – video; 4 – The making of My ugly boy video

Lasciando ai soliti moralisti tutte le plausibili chiacchiere tipo la classica reunion ispirata dal solito dio denaro e limitandomi ad esaminare il risultato accolgo con piacere il ritorno degli Skunk Anansie in formazione originale, anche perché qui si tratta, dopo i 3 inediti, il tour e i Festivals estivi dello scorso, di un nuovo lavoro di inediti veri e propri.

Il feeling di 12 anni fa, quando Post orgasmic chill accese i riflettori del mondo sul gruppo, sembra ritrovato, o mai smarrito. Forse è utile ribadirlo: Skin in versione solista non ha il fuoco dentro come quando dirige gli Skunk Anansie, allora ben venga questo album, a cominciare dalla cover, che ben sembra rappresentare questa unione, con quelle lenzuola volanti a formare un cuore.

In linea di massima siamo di fronte ad un disco buono, anche se probabilmente meno storico di Post orgasmic chill, ma realizzato e confezionato con mestiere e che si fregia di almeno 4 pezzi candidabili a ottimi singoli, ed un livello generale che non scende mai sotto la soglia del più che sufficiente.

Intanto mi compiaccio dell’indovinata scelta del primo singolo: My ugly boy somiglia abbastanza ai vecchi tempi ed è il rock giusto per riprendere il discorso; il video, disponibile nel bonus DVD insieme al suo “making of” con tanto di intervista al regista Paul Street, presenta la demolizione di una macchina da parte di una “svagata” Skin alla guida, coi suoi occhi ora indemoniati, ora sorridenti; la voce è in bella mostra, compresi i consueti ululati.

L’episodio più aggressivo è It doesn’t matter, forse unico brano con la cattiveria di 12 anni fa, ma in molte occasioni Skin comanda come di consueto la sua voce sbalzandola da intriganti melodie (Talk too much) al crescendo arrabbiato dell’iniziale God loves only you o The sweetest thing, credo principale indiziata a singolo successivo, con la chitarra di Ace più acida del solito, quasi Gossip, seguita poi da un ritornello “ammorbidente”.

I will stay but you should leave sembra scritta apposta per concludere il disco: malinconica nelle sonorità, nel significato, nei solenni cori che la puntellano.

Resta poi da godere il bonus DVD, con My ugly boy come citato, ma anche con interessanti filmati delle registrazioni del disco e di vita on the road: hotels, bus e soprattutto spezzoni live dai Festivals estivi 2010 di tutta Europa.

 

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