Xu Longsen Dall'alto di due imperi

Museo della civiltà romana - 22 Giugno - 24 Luglio 2011

 

di Claudia Pandolfi

 

Protagonista assoluto della sua prima mostra personale in Italia “Dall'alto dei due imperi”, che aprirà i battenti il 22 giugno e proseguirà sino al 24 luglio presso il Museo della Civiltà Romana (Piazza G. Agnelli 10, Roma).

Xu Longsen (Shanghai, 1959), uno dei maggiori artisti cinesi contemporanei. Il percorso espositivo ripercorre l'intera carriera dell'artista, dai paesaggi rocciosi che lo spettatore è chiamato a “scalare”, nei quali si scorge l'influenza degli studi sulla scultura, la calligrafia e la pittura, alle più recenti tele di grandi dimensioni, ai lavori di più piccole dimensioni, già ospitate in prestigiose sedi museali in Francia, Germania, Belgio, Stati Uniti e Inghilterra.

Sono tutte opere in cui è evidente la suggestione degli spazi della natura ed esprimono l’essenza stessa della spiritualità orientale: solo attraverso la completa immersione e la contemplazione della natura, in modo particolare delle vette e delle cime che ricordano i maestosi paesaggi montani cinesi, l’uomo riesce a riconciliarsi con la madre stessa di ogni cosa ritrovando il proprio equilibrio e la pace interiore. Ne deriva un confronto tra la nostra cultura occidentale in cui l’arte e la bellezza sono sempre state legate al concetto di potere e di sfarzo, e la cultura d'oriente dove l'arte rappresenta innanzitutto uno strumento di riflessione interiore e purificazione dell’anima.

Questo respiro internazionale è uno degli elementi che caratterizzano anche la grande mostra di Roma, che offre al visitatore italiano la possibilità di immergersi completamente nel fascino e nelle suggestioni del mondo orientale.

Il percorso espositivo abbraccia l’intera carriera di Xu Longsen, dalle ultime maestose tele di grandi dimensioni, che segnano il confine delle più recenti ricerche, ai lavori di dimensioni più contenute, che contribuiscono a fornire uno sguardo più completo sul suo lavoro di artista.

Gli studi sulla scultura, la calligrafia e la pittura compiuti negli anni da Xu Longsen si riversano nei suoi grandi paesaggi rocciosi in cui l’artista, e di conseguenza anche chi osserva, è chiamato a “scalare” con lo sguardo le lunghissime tele di carta di riso per affrontare un percorso individuale che lo porti ad immedesimarsi con gli spazi naturali rappresentati, per poi condurlo verso un vero e proprio rituale di rigenerazione.

Queste opere esprimono dunque l’essenza stessa della spiritualità orientale: soltanto attraverso l’immersione e la contemplazione della natura, in particolare delle vette che rimandano alla maestosità del paesaggio montano cinese, l’uomo riesce a riconciliarsi con la natura stessa ritrovando il proprio equilibrio e la pace interiore.

La mostra assume un significato ancora più profondo se contestualizzata nel luogo in cui è allestita, il Museo della Civiltà Romana dell’EUR. Aperto al pubblico nel 1955 raccoglie una quantità enorme di riproduzioni di statue, busti, iscrizioni, rilievi e parti di edifici a grandezza naturale che ricostruiscono monumenti e complessi architettonici di Roma e delle provincie dell’Impero Romano nel momento della sua massima espansione. La scelta di questo museo, quale sede della mostra, sottolinea l’impegno di Roma Capitale e di EUR SpA nella valorizzazione del quartiere, che sarà infatti parte integrante del più articolato progetto del Secondo Polo Turistico cittadino.

Da una parte ci troviamo quindi immersi nelle radici stesse della nostra civiltà occidentale, in cui l’arte e la  bellezza sono da sempre legate al concetto di potere e di sfarzo, intesi come autocelebrazione del committente e della propria potenza economica e sociale, dall’altra abbiamo in questa occasione la possibilità di confrontarci con un mondo, artistico ma anche spirituale, che propone valori opposti e in cui l’arte, per rappresentare il grande Impero Cinese, diviene in primo luogo strumento di riflessione interiore e purificazione dell’anima.

Il dialogo tra le due civiltà ed il confronto tra epoche diverse permettono al grande pubblico di cogliere l’unicità dei due mondi, che in questa occasione recuperano la loro armonia universale.

In occasione della mostra sarà realizzato un prezioso catalogo in italiano, inglese e cinese edito da Beyond art space con un testo critico di Angelo Capasso, curatore della mostra e testi di Fan Di’an, direttore del Museo Nazionale d’Arte della Cina e di Xing Xiaozhou, uno dei maggiori critici d’arte cinesi.

 

 

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