CHAGAL E LA BIBBIA
Dal 5 marzo al 5 giugno 2011 al Museo del Judaismo Parigi
di Claudia Pandolfi
Nel
1956, appare per la prima volta la Bibbia di Marc Chagall, un susseguirsi
di 105 incisioni ad acqua forte che illustrano episodi biblici. I casi della
storia hanno infatti posticipato di più di un quarto di secolo la terminazione
di questo progetto, dovuto originalmente ad un ordine di Ambroise Vollard.
L’esposizione ricrea questo lungo processo di creazione, dal 1930 al 1956, dopo la magnifica serie di guazzi realizzati dall’artista, passando per i differenti stati di incisione dove i motivi si delineano, fino alle incisioni definitive sbalzate a mano. Questa avventura sarà in seguito ricordata, nella serie di pitture monumentali del Messaggio biblico.
L’esposizione porta ad interpretare il lavoro di Chagall e ad approfondire le fonti di ispirazione, dove egli mostra in particolare che la Bibbia ebraica, la Torah, occupa un posto centrale nell’universo dell’artista, a punto di essere alla nascita di un motivo che attraversa la sua opera: la Torah, solo tesoro del popolo ebraico, ciò che è stato salvato dalla tormenta del pogrom e della persecuzione.
Il viaggio che Chagall effettua nel 1931 nella Palestina sotto mandato, e che lo conduce sui luoghi santi al judaismo, Gerusalemme, Hébron, Jaffa, eserciterà un’influenza durevolmente riscontrabile nella sua opera, come se lui fosse un passante che entra in mondi che, uno dopo l’altro, gli diventano inaccessibili: la Russia, la Germania e infine la Francia.
La
sua creazione è nutrita da un insegnamento biblico che egli ha ricevuto da
bambino e popolato dai ricordi della sua giovinezza a Vitebsk e del mondi dello
shtetl, ma ugualmente da una tradizione della Bibbia in yiddish
dovuta a un poeta della sua generazione. Questa si ispira alla lezione dei
maestri incisori e al primo grande maestro, Rembrandt.
Le opere che vengono presentate dimostrano l’assoluta libertà con la quale la pittura abborda la Bibbia, facendo nascere da una parte la figura decentralizzata, quasi alla provocazione per l’epoca, di un Gesù judeo e imponendo d’altra parte una lettura giudaica della Bibbia, lo stesso nelle decorazioni della chiesa. L’artista si vede come un nuovo poeta, un veggente, un angelo pittore, un apostolo della pace tra gli uomini.
Delle pitture e delle opere su carta poco conosciute e poco mostrate, e a volte inedite, gettarono una luce nuova sulle forme visuali che prende il testo biblico nelle tele di Chagall, sotto le loro fonti e le loro trasposizioni.
L’opera
di Chagall è conducibile ad una lunga tradizione di commenti e illustrazioni
della Bibbia che nascono nel primo secolo della nostra era e si sviluppano
nell’Occidente Medioevale fino a lui.
Come risolve il divieto della rappresentazione del divino e degli esseri celesti?
Da dove vengono queste figure che popolano le sue opere ? in una parola: Chagall è un rivoluzionario rispetto al mondo dal quale viene ?
Commissario: Laurence Sigal
Commissario aggiunto : Juliette Braillon
Questa esposizione è stata realizzata grazie a un partenariato eccezionale con il Museo Nazionale Marc Chagall di Nizza.
Elle bénéficie du soutien des institutions et organismes suivants :
Fondazione Pro-MAHJ - Fondazione per la Memoria della Shoah - Rothschild Fundation Europe - Fondazione Harevim - Direzione degli Affari culturali dell’Ile de France – Ministero della Cultura e della Comunicaizone e della generosità dei mecenati che hanno voluto mantenere l’anonimato.
TORNA
ALLA HOME PAGE
TORNA A ARCHIVIO