GENNARO NUNZIANTE – CHE BELLA GIORNATA

di Alessandro Tozzi

Produzione Medusa

 con Checco Zalone, Nabiha Akkari, Rocco Papaleo, Tullio Solenghi, Annarita Del Piano, Ivano Marescotti, Michele Alhaique, Caparezza

Scenografia Sonia Peng

Deficiente di professione, questo è Luca Medici alias Checco Zalone. Ma solo per mestiere però, perché, chiariamolo subito, il suo uso della dabbenaggine e degli strafalcioni grammaticali ha una scientificità e una sistematicità che solo un grande professionista può sfoggiare.

Con questa pellicola l’idiota per eccellenza (e per scelta) oltrepassa il livello del predecessore Cado dalle nubi, e non era facile. Stavolta infatti, tra le pieghe della comicità del rincoglionito, tra una gag e l’altra, tra parole e movimenti fantozziani, nell’apoteosi dell’ignoranza, Zalone trova il modo di mettere a nudo in modo molto spietato certi vizi di questa nostra nazione.

Attraverso i personaggi del film vengono sbeffeggiati, con l’eterno sorriso e senza alcuna volgarità, certi comportamenti tipici di certe categorie italiane: le forze dell’ordine in primis, attraverso il Maresciallo Mazzini (Ivano Marescotti) e Nicola, padre di Checco (Rocco Papaleo), macchiette ma neanche poi tanto, interpreti perfetti di quel clientelismo che ha tristemente reso celebre l’italiano nel mondo; ma anche un semi-mistico Tullio Solenghi nei panni del Cardinale Rosselli, rigorosissimo nel suo ruolo ma soggetto anche lui ai cedimenti imposti dall’appartenenza a questo mondo infame.

Il protagonista Checco Zalone, magistrale nell’impersonazione di sé stesso, è un disgraziato di Alberobello che cerca improbabile gloria a Milano come uomo-security. Manco a dirlo, ne combina una dopo l’altra, e i suoi responsabili si adoperano per limitare i danni; nel frattempo però viene abbordato da Farah (Nabiha Akkari), una terrorista che intende servirsi di lui per attentare al Duomo. Di qui in poi si aggiungono a tutto il resto anche le figuracce tipiche del timidone, fino a buffissimi paradossi come un attentato sventato da… un attacco di colite, coi terroristi bloccati da impegni ben più impellenti.

Tra le più divertenti assurdità proposte dal film Caparezza in persona, con band al seguito, che viene precettato a cantare a richiesta ad un battesimo di paese per evitare una multa e il sequestro degli strumenti. Ottima la sua interpretazione, che comprensibilmente dai classici della musica leggera italiana scivola pian piano verso il suo repertorio più naturale.

Alla fine Zalone smaschera tante nefandezze, comprese le “missioni di pace” nei paesi arabi, e al tempo stesso si ritrova eroe per aver guastato la festa agli attentatori senza sparare un colpo. Il tutto involontariamente ed inconsapevolmente!

Un film perfetto per ridere a crepapelle, poi, una volta finito di ridere, si può anche riflettere qualche istante, gli spunti sono stati trasmessi.

 

TORNA ALLA HOME PAGE       TORNA AD ARCHIVIO