IL CABARET TRAGICOMICO DI CIAMPICONE
di Alessandro Tozzi
Moe’s pub, Roma – 23 gennaio 2011
Ciampicone è sulle scene dei locali di Roma e
provincia relativamente da poco tempo, ma si sta già facendo apprezzare
soprattutto per quella sua autoironia, quella sua compiaciuta voglia di
autosfottersi.
Questa presa in giro di sé stesso spazia tra tutti i possibili argomenti dello scibile umano: vita di coppia, uso dei telefonini, politica, la fantozziane domeniche in coda per andare al mare le domeniche d’estate, i primi approcci con l’altro sesso, la squadra del cuore, tutto.
Pezzo forte assoluto l’esilarante racconto della meticolosa preparazione per la fatidica prima uscita con la donna dei suoi sogni fino alla serata intima dopo una pesantissima cena a base di fettuccine, cinghiale e Chianti… con immaginabili risultati.
Come dire: prendo tutte le figuracce fatte nel corso degli anni, le racconto e me le vendo come spettacolo di cabaret; funziona, forse perché la gente ride vedendo che qualcuno svela i suoi affanni, quelli anche della vita di borgata, e ci si rivede, dal momento che, come esige la buona regola dell’interattività del cabaret, spesso vengono coinvolti nelle dissertazioni i componenti delle prime file, presi dal comico come spunto per spaziare, come sempre lui fa, da un argomento all’altro senza seguire un vero e proprio copione.
In pratica sembra che ognuno sconfigga per sempre
quelle piccole angosce dell’infanzia e dell’adolescenza ascoltando quelle di
Ciampicone.
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Nell’occasione del Moe’s pub Ciampicone si è fregiato persino di un apripista tutto per lui, il giovanissimo Pierpaolo il Pippi, soli 18 anni e tanta voglia di sorridere e far sorridere, che ha anche lui rivisitato a suo modo il magico periodo dell’infanzia attraverso i giocattoli avuti in dono.
Ma attenzione, Ciampicone non è solo un pagliaccio, spesso ospita all’interno del suo spazio iniziative benefiche o di riflessione, e conclude la serata con una poesia che lascia tutti sbigottiti per la tenerezza.
Niente male come versatilità, dopo uno spettacolo in cui si è parlato anche di rumori molesti.