DONA FLOR E I SUOI DUE MARITI

In scena al Teatro Quirino dal 16 al 27 febbrai 2011

di Claudia Pandolfi

Dona Flor e i suoi due mariti è uno dei romanzi più conosciuti dello scrittore brasiliano Jorge Amado.

Ogni parte si apre con una divagazione di cucina baiana, ricavata dalle ricette o dalle lezioni della protagonista, che per sbarcare il lunario si è improvvisata maestra di cucina. Ambientato nella capitale dello stato di Bahia, nei primi anni ’60, il libro è un affresco nostalgico della vivace vita dei quartieri popolari baiani.

Inizia con la morte di Vadinho (Pietro Sermonti), allegro e scapestrato giocatore che muore improvvisamente, ballando per la strada a carnevale, e lascia vedova Flor (Caterina Murino), moglie innamoratissima ma in continua tribolazione per la vita sregolata del marito. Nella prima parte è raccontata in flash back la storia dell'amore fra Flor e Vadinho, fra tradimenti, fughe e dissipatezze di lui, alternati con rari momenti di fortuna e splendore. Nella seconda parte viene rappresentato il ritorno ad una vita pacata ed ordinata della vedova ma anche il crescendo di nostalgia per gli amplessi appassionati del marito, carenza di cui Flor, pudica e morigerata, si vergogna moltissimo e di cui soffre in silenzio.

Nello stesso tempo è corteggiata da un pretendente, Teodoro (Paolo Calabresi), un farmacista pacato e religioso. I due finiscono per sposarsi. Ma, benché innamoratissimo e pieno di premure, dal punto di vista sessuale il nuovo marito non soddisfa del tutto Dona Flor, che sempre più rimpiange Vadinho. Nella terza parte, gli eventi si ribaltano e prendono un andamento fantastico, quando lo spirito di Vadinho ritorna sulla terra e incomincia a stuzzicare Dona Flor. Solamente lei vede Vadinho, che quando sta con Dona Flor sembra essere capace di realizzare le stesse cose che faceva a letto quando era vivo. Dona Flor esita, se rimanere fedele al suo nuovo marito o cedere allo spirito del primo.

Torna in scena la Compagnia Mario Chiocchio con un cast d’eccezione per la trasposizione teatrale di un romanzo che, negli anni ’70, è stato un film di successo con Sonia Braga. Caterina Murino (vestita da Dolce&Gabbana) è elegante nel muoversi e nel recitare, Paolo Calabresi, perfetto nella parte di Teodoro, farmacista pignolo e ossessionato dall’ordine anche quando si tratta dei rapporti sessuali con la moglie e Pietro Sermonti che interpreta perfettamente il marito di Flor, irriverente donnaiolo.

Ai protagonisti fanno sfondo le “comari”, Dona Norma, Dona Gisa e Dona Dinora, le amiche pettegole di Flor, interpretate da Simonetta Cartia, Claudia Gusmano e Laura Rovetti. E’ loro la voce narrante della vicenda. Ultima ma non in fatto di bravura Serena Mattace Raso, la cinica Dona Rosilda, madre di Flor, che ha il compito di dire scomode e divertenti verità sul matrimonio e le sue convenzioni, provocatrice sfacciata, archetipo della scalatrice sociale, ambiziosa per sé e per la figlia.

La regista Emanuela Giordano, è riuscita ai sintetizzare un romanzo fiume, ritratto dei profumi e dei sapori del Brasile, sensuale metafora dei desideri più segreti dell'essere umano,mantenendone spirito e trama, con uno sguardo molto al femminile, puntando su umorismo e poetica visionaria.

 

 


 

 

 

 

 

 

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