DRESSED TO KISS, VOCE ROMANA DEI KISS
NESSUNO COME LORO INTERPRETA IL MITO KISS
di Alessandro Tozzi
DRESSED
TO KISS
Andrea Saolini – voce, chitarra e cori; Patrizio Di Serafino – voce, chitarra e cori; Fabio Marchetti – voce, basso e cori; Fabrizio Lucidi – voce, batteria e cori
Roma, Walla Walla, 23 giugno 2011
Personalmente conosco e seguo con piacere i Dressed to Kiss dalla loro formazione, nel 1993, impressionato fin da allora dalla dedizione di questi ragazzi, dalla loro passione pura, dalla fedeltà con cui ripropongono lo show dei mitici Kiss, sotto la spinta incessante della mente del gruppo Andrea Saolini, il Paul Stanley.
Una
mente che però non si limita a fare la mente nel senso di pensare e basta, ma fa
anche quel che si dice il lavoro sporco: cucire i costumi, riparare e modificare
gli strumenti, arrangiare la scenografia riciclando materiali impensabili. Ho
visto coi miei occhi una perfetta riproduzione della scalinata usata dai Kiss
nel palco del tour di Love gun del 1977, realizzata con manici di scopa e
lucine dell’albero di Natale! Peccato che nell’occasione il palco non fosse
abbastanza grande per ospitarla.
La
serata del Walla Walla non ha fatto che confermare tutto ciò che sapevo di loro,
dall’iniziale Detroit rock city al delirio finale di Rock & roll all
nite, passando attraverso 75 minuti di grandi classici e anche l’ultimo
hit, Modern day delilah.
Come sempre riproposti i rispettivi momenti solistici, con tanto di effetti scenici come la smoking guitar di Space Ace – Patrizio e il sangue vomitato da Gene – Fabio; il solito Paul – Andrea fa davvero il Paul Stanley, canta, suona e fa l’entertainer, perfino con spruzzate di umorismo qua e là, Peter – Fabrizio alla batteria è una furia.
I
trucchi non cedono nonostante l’alta temperatura e il sudore; sul palco, seppur
non eccessivamente spazioso, campeggiano due enormi loghi Kiss e il
caratteristico serpentone del periodo di Love gun, come di consueto al
fianco di Gene – Fabio. Anche i fuochi e gli effetti luminosi, per quanto
consentito, sono ammalianti.
Ognuno dei quattro fa perfettamente il suo col proprio strumento, tutti e quattro, come gli originali, hanno la loro performance canora: oltre ai due cantanti “principali” Fabrizio – Peter canta a squarciagola Black diamond, mentre Space Ace – Patrizio introduce il suo solo cantando Shock me.
Quando
gli autentici sono lontani ci si può ben “accontentare” di bellissime copie come
questa.