I RAGAZZI STANNO BENE

di Claudia Pandolfi

 

Un film di Lisa Cholodenko

Con Annette Bening, Eddie Hassell, Josh Hutcherson, Julianne Moore, Kunal Sharma, Mark Ruffalo, Mia Wasikowska, Yava Da Costa

Titolo originale The Kids Are All Right. Commedia, durata 104 min. –Usa 2011 uscita11 marzo 2011.

 

“I ragazzi stanno bene” è una commedia diretta dalla regista e sceneggiatrice americana Lisa Cholodenko ed egregiamente interpretata, tra gli altri, da Julianne Moore e Annette Bening.

In “I ragazzi stanno bene” Nic e Jules sono da anni una coppia lesbica assai solida che, grazie ad un unico donatore di sperma, hanno anche due figli adolescenti – Joni e Laser. Questi ultimi, ad un certo punto della loro vita, decidono di voler conoscere – di nascosto dalle rispettive madri – il loro padre biologico. Paul, single e proprietario di un ristorante, entra così d’un tratto a far parte di questa famiglia ordinaria ma allo stesso tempo decisamente particolare, sconvolgendo letteralmente e inconsapevolmente gli equilibri di tutti i suoi componenti...

“I ragazzi stanno bene”, senza voler fare giochi di parole, è una commedia effettivamente diversa. La pellicola della Cholodenko, infatti, tratta il tema della coppia, della famiglia e dell’omosessualità in maniera squisitamente atipica dando vita ad un film di rara bellezza capace di sorprendere e di far riflettere, sorridere ed emozionare al tempo stesso. La storia di Nic e Jules è una storia che è contemporaneamente ordinaria ed eccezionale e questo è un qualcosa che la rende davvero unica nel suo genere.

Il cast del film è poi, senza alcuna esagerazione, veramente fenomenale: bravissime la Moore e la Bening, ciascuna nelle sfaccettature del loro ruolo, così come splendide e intense sono le interpretazioni di Raffalo e dei giovani figli di Nic e Jules .

 “I ragazzi stanno bene” è sinceramente un film incantevole: ben fatto, schietto, profondo, intelligente. Assolutamente da vedere.

Nella corsa in bici, nel piede che spinge lo skate, nei cassonetti ribaltati lungo la strada, nell’amicizia che nasconde l’attrazione e persino in un dialogo attorno al tavolo della cena, Lisa Cholodenko mette una vitalità che stringe la commedia fino a cavarne fuori qualcosa di nuovo, spiazzante e malignamente divertente. È a questo punto dei titoli di testa de I ragazzi stanno bene che rientra il capofamiglia Annette Bening, saluta i due figli concepiti con l’inseminazione artificiale, bacia la compagna Julianne Moore e rassicura il pubblico sul fatto di non trovarci in una situazione convenzionale.
La regista di Laurel Canyon è brava non tanto in virtù del tabù infranto con un film prima di tutto ben scritto, ma per la naturalezza con cui conduce lo spettatore nella storia: un sopracciglio alzato nei primi due dialoghi e poi tutto diventa talmente naturale da non porsi nemmeno più la questione della famiglia non convenzionale. È una famiglia, e tanto basta. Un bel salto di qualità rispetto alla schiera di film hollywoodiani a tematica omosessuale che si preoccupano di farsi portatori di una morale. Certo, non si può dire che la Cholodenko non abbia osato qualcosa.

Qui entra in gioco il personaggio di Mark Ruffalo, quello più pericoloso e di conseguenza decisivo per il film. E’una figura reale, ingenua e con una sua debolezza. Ruffalo ha girato tutte le sue scene in soli tre giorni conquistandosi la nomination all’Oscar.

Annette, Julianne e Mark sono i veri ragazzi del titolo: si buttano giù, fanno degli sbagli, incontrano delusioni e rancori. Ma continuano a sorridere al copione, perché quel frullato di sensualità, litigi, sentimenti compressi, debolezze svelate e timide confidenze seguono il profilo di una famiglia. È tutto sbagliato e tutto indispensabile.

 

  

 

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