LA GRAMMATICA DELLE FIGURE.
ILLUSTRARE GIANNI RODARI
10 novembre 2010- 27 febbraio 2011
a cura di Giannino Stoppani Cooperativa Culturale

Lo Scaffale d’arte del Palazzo delle Esposizioni rende omaggio a Gianni Rodari, una delle figure più importanti della letteratura per l'infanzia del Novecento a 40 anni dal Premio Internazionale Andersen, noto anche come il "Piccolo Premio Nobel" della narrativa per l'infanzia, assegnatogli a Copenhagen nel 1970.
Nella mostra La grammatica delle figure un chiaro riferimento va a uno dei saggi più importanti dello scrittore La grammatica della fantasia.
Scritto nel 1973 dopo una serie di 5 incontri con insegnanti delle scuole elementari e media sul tema della “Fantastica”, il libro di Rodari offre spunti, suggerimenti e strumenti per chi crede nella pedagogia del sogno e attribuisce il giusto valore educativo e didattico all’immaginazione. I testi delle sue storie prendono colore e assumono nuove forme, attraverso il segno di 43 illustratori italiani e stranieri. 33 opere esposte sono state selezionate nel concorso internazionale indetto dalla Children Bookfair di Bologna.
Le illustrazioni vivono in mostra accanto al lavoro di 10 illustratori scelti
tra coloro che hanno già pubblicato albi illustrati sulle storie di Gianni
Rodari.
Una mostra che espone 55 tavole dai linguaggi, materiali e stili diversi per un nuovo viaggio tra i libri, le idee, i personaggi dei suoi racconti.
Una mostra per incontrare il Rodari più nascosto e meno noto. E così, ora, l'Alice cascherina della Castagnoli guarda alla pittura e ai fumetti delle nuove avanguardie, i pesci della filastrocca Domande di Silvia Bolognesi acquistano una calligrafica scenografia giapponista. L'omino della pioggia di María Paula Dufour nasce da un elegante sovrapporsi di piani e di linee fatti di stoffe e materiali di scarto, mentre La donnina che contava gli starnuti della giovanissima Mariana Rio supera la semplice e unica illustrazione per divenire un vero e proprio taccuino su cui annotare gli starnuti degli abitanti di Gavirate. E ancora in mostra Tonino l'invisibile di Alessandro Sanna, Un et sept di Beatrice Alemagna, Scoop!, Parigi, Rue du monde di Pef e L'uomo che comprò la città di Stoccolma di Javier Zabala.
In ognuna di queste tavole si palesa la dichiarata vocazione che porta l'illustratore a essere interprete, creare una sua ermeneutica che spesso, pur rispettosa dei testi, non rinuncia alla propria autonomia e apre lo sguardo e l'immaginazione di chi osserva.