RITRATTI DI SCRITTORI DAL 1850 AI GIORNI NOSTRI
dal 5 novembre al 20 febbraio 2011 alla Maison Hugo
di Claudia Pandolfi

La Maison Victor Hugo si unisce alla Collezione Roger-Viollet e alla Maison Européenne de la Photographie pe mettere in luce l’originalità e la contemporaneità di queste collezioni fotografiche.
Le collezioni Roger-Viollet offrono un contrappunto giornalistico. Creata nel
1938 da Hélène Roger e Jean Fischer, l’agenzia Roger-Viollet si lancia, dopo la
guerra, in una politica di acquisizione. Le collezioni sono ad oggi composte da
sei milioni di opere, lasciate alla città di Parigi nel 1985. L’insieme
eccezionale di ritratti d’artista e di scrittori è uno dei fiori all’occhiello
della collezione. I ritratti di Albert Harlingue, Henri Martinie, Henri Manuel,
Laure Albin-Guillot, Pierre Choumoff , Bernard et Boris Lipnitzki ci invitano a
scoprire un lavoro di reporters e fotografi di studio dagli inizi del XXmo
secolo alla fine degli anni ‘50 mostrandoci il lato più intimo degli scrittori.

la collezione della Maison Européenne de la Photographie è rappresentativa della fotografia internazionale dagli anni ’50 ai giorni nostri. I numerosi ritratti di scrittori, sovente divenuto autori maggiori di storia e fotografia, testimoniano la complicità tra gli scrittori e i fotografi. Il connubio tra Robert Doisneau e Jacques Prévert o d’Édouard Boubat con Antoine Blondin et Michel Tournier. Tra i più grandi ritrattisti, Irving Penn e Richard Avedon hanno fotografato il gotha culturale per Vogue o Harper’s Bazaar. Carlos Freire creava i suoi ritratti su richiesta durante gli incontri mentre quelli di d’Allen Ginsberg o d’Hervé Guibert traducevano il legame, sovente intimo, tra fotografie e letteratura. Come quelli di Gisèle Freund, i ritratti di Keiichi Tahara e Marc Trivier esprimono qualcosa di letterario attraverso lo sguardo del fotografo.