QUEL “POLEMICO” DI ALESSANDRO SERRA

SFOGGIO DEL REPERTORIO ALL’OMBRA DEL COLOSSEO

 

di Alessandro Tozzi

 

Roma, All’Ombra del Colosseo, 20 giugno 2011

 

Il tormentone E poi dice che so polemico… lo avrete sentito, avrete visto i numerosi passaggi televisivi di Alessandro Serra, i suoi spettacoli teatrali.

Bene, in una delle prime serate della manifestazione “All’Ombra del Colosseo”, ormai una bellissima abitudine dell’estate romana sotto il segno della risata giunta alla 22esima edizione, il comico ha dato sfoggio di certi suoi riuscitissimi monologhi, dimostrando anzi una particolare abilità proprio per il fatto di basarsi solo sui testi, sulla forza delle battute, essendo privo di qualsiasi effetto scenico.

Quando fai ridere semplicemente parlando sei uno forte, e Alessandro Serra lo è, anche se l’argomento affrontato è ampiamente inflazionato; l’inizio infatti è dedicato a quell’unicità del romano medio in giro per il mondo, negli aeroporti, in vacanza, fino al rientro in città o in borgata, attraverso le bizzarrie delle autostrade italiane e soprattutto i dispettosi display luminosi di cui sono tappezzate, e il ritorno alle faccende quotidiane. Argomento trattatissimo da tanti comici, ma Serra riesce a dargli una potenza inaudita nonostante la sua apparente flemma inglese; quando è polemico, lui, non alza la voce, piuttosto sfotte con un sorriso ed un sussurro insieme, ma la battuta in sé è una mazzata che spesso coglie l’occasione per denudare le inefficienze della nazione, delle persone, delle istituzioni.

Una seconda parte, invece, un po’ più “frivola” ma altrettanto esilarante, riguarda le domande cretine alle quali abbiamo un po’ tutti fatto l’abitudine ma che, a pensarci bene, dovremmo vergognarci di fare e di rispondervi. Applausi a scena aperta perché chiunque ci si riconosce.

Nel mezzo due piccole pause in cui scopriamo anche un artista generoso, innanzitutto perché concede parte del suo spazio a degli ospiti altrettanto gradevoli: prima il duo Cacio & Peppe con la loro parodia di Farmville, la fattoria virtuale di Facebook, poi Oscar Biglia nel suo tentativo di conquista dell’amata, romantico ma maldestro e perciò divertente. Poi perché mi piace ricordare che la serata è ad ingresso libero per sua volontà.

Conclusione della serata con un vecchio numero, da molto tempo assente dal set di Alessandro Serra, quello sberleffo tragicomico della giacchetta di salvataggio dell’aereo, con l’indispensabile fischietto per chiamare i soccorsi.

Un artista completo, capace di gestire il palco per un paio d’ore senza problemi e senza eccedere nel coinvolgimento del pubblico, se non per brevi momenti e di ausilio alle battute.

Una serata di risate, dunque, degna dello slogan della manifestazione E fattela ‘na risata, con un comico che senza gesti scomposti, senza particolare platealità, colpisce con l’arguzia dei testi.

Alla fine scopro che è anche molto disponibile, perché mi concede del tempo per rivolgergli qualche domanda.

Anche stasera non hai seguito un copione ma sei andato molto a braccio, è una scelta precisa la tua?

Più che un copione ho una serie di argomenti da trattare, ognuno con uno stock di battute accumulate nel tempo. Questa sera le uniche battute obbligate da copione sono state quelle necessarie a presentare gli ospiti.

Come hai deciso di fare il comico?

Quasi per caso, spinto dagli amici che mi consideravano divertente, però questo succede a molti, poi per fare il comico sul serio è necessaria una preparazione vera.

Preferisci la televisione o il teatro, o comunque il cabaret?

La televisione dà maggiore popolarità, è innegabile. Il cabaret nei locali nasconde a volte delle insidie, per esempio mi è capitato di fare interventi da ospite, come gli ospiti che ho avuto io oggi, e di trovare un pubblico scarso oppure poco interessato. Sono cose che spesso si fanno per non dire di no a qualche amico.

Nei tuoi personaggi, come il camionista sul Raccordo o il posteggiatore di Telecesare (programma in onda qualche anno fa su Teleroma 56, ndr) parli molto di traffico, come mai?

E’ un argomento relativamente facile all’inizio, non ho fatto altro che far dire le mie battute ai personaggi creati per l’occasione.

Ma nella vita sei polemico davvero?

Un po’ si, quando vedo le cose storte non ci sto.

Hai un episodio curioso da raccontare legato all’ambiente dello spettacolo?

Sarebbero tanti ma mi balza in mente questo: in una delle mie prime lezioni alla scuola di teatro che frequentavo molti anni fa un giorno d’inverno, freddissimo, arrivo in leggero ritardo e, poi ho appreso, il maestro aveva appena detto che la figura che si provava quel giorno era il fuoco. Quindi, intendendo dire agli allievi di provare i movimenti e le espressioni del fuoco, disse Ora facciamo il fuoco nel preciso momento in cui entravo io, che sponteamente ho detto Meno male, co’ ‘sto freddo. I tempi e il modo in cui si svolse la cosa suscitò tante risate.

Che esperienza è stata Area 51 Comici in caduta libera (programma appena terminato su RomaUno, ndr)?

Molto bella, un bel gruppo, soprattutto senza invidie e rancori.

Chi è secondo te il romano medio, o l’italiano medio, visto l’identikit che ne esce dal tuo spettacolo?

L’italiano medio è un gran pollastro che si beve tutto quel che gli raccontano, ma anche il romano medio non ha più quella solidarietà di un tempo, neanche col suo concittadino, è calato il senso di unione, ognuno cerca di limitare i danni per sé e basta.

A parte Roma, ti sei trovato bene a fare serate anche fuori?

Io ho avuto un’ottima esperienza a Napoli, nonostante certi preconcetti: sono stato tra i pochi non napoletani ad essere accolto a braccia aperte, forse mi ha aiutato il mio carattere.

C’è qualche messaggio sottostante ai tuoi spettacoli?

Vedi sopra il discorso sull’italiano pollastro.

Impegni immediati o progetti futuri?

Ho appena preso parte per Sky ad un programma comico dal titolo Made in Sud, in onda su Comedy Central, poi ho registrato la puntata pilota della fiction Ritorno al presente, sempre per Sky, in cui interpreto il capobanda di un gruppo di criminali che vengono letteralmente scongelati dopo 40 anni e si ritrovano ad osservare il mondo attuale con la propria memoria degli anni '70. C'è molta parodia, ma non più di tanto nel mio personaggio. Come progetto futuro invece sto coltivando un piccolo sogno che spero di rivelare dopo l'estate, per ora ti dico uno scaramantico top secret.
 

Ok allora in bocca al lupo anche per questo, se la creatività ti dura non ci saranno problemi!

 

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