UN GIORNO DELLA VITA

di Claudia Pandolfi

Diretto da Giuseppe Papasso, il film vede tra gli interpreti anche Maria Grazia Cucinotta Tra gli altri troviamo Alessandro Haber, Pascal Zullino, Ernesto Mahieux, Mia Benedetta, Domenico Fortunato, Daniele Russo, Nando Irene, Massimo Sorrentino, Matteo Basso, Francesca D’Amico.

Drammatico, durata 87 min. - Italia 2010. - Iris Film Distribution uscita venerdì 14 gennaio 2011.

Siamo nella Basilicata del 1964 e Salvatore ha dodici anni ed una passione irrefrenabile per il cinema. All’epoca però il cinema è una cosa che non tutti possono permettersi e il piccolo Salvatore è limitato da una madre vissuta sempre in piena sottomissione rispetto al marito, e da un padre comunista, capace di guardare soltanto alla sua causa. Il papà, infatti, obbliga Salvatore a leggere libri che parlano di cose incomprensibili, di spettri e di lotte di classe, mentre il bambino in testa ha solamente il cinema ed ogni volta ruba qualche soldo ed insieme agli amici scappa in bicicletta nel paese più vicino, per guardare sullo schermo gigante le meraviglie in arrivo dall’America. Maciste, Charlie Chaplin e poi arriva lo scandalo de “La dolce vita”.

Salvatore diviene sempre più avido, mentre nel frattempo il padre ed il partito sono in pieno lutto per la morte del compagno Palmiro Togliatti, e stanno organizzando il loro viaggio verso Roma. La tentazione di un proiettore venduto a 150 mila lire è davvero irresistibile per Salvatore che, ormai tesserato al partito, decide di rubare i soldi accumulati per il viaggio verso Roma. La colpa si riverserà su un altro membro del partito mentre per Salvatore nessuno nutrirà sospetti, nemmeno il parroco del Paese, che riceve in dono il proiettore per dare vita al primo cinematografo del paese. Ovviamente la verità, prima o poi, viene a galla e Salvatore finisce dritto in riformatorio.

Spudoratamente ispirato a “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore, “Un giorno della vita” è una pellicola tenera, che si contraddistingue per la sua semplicità estrema. Senza troppi fronzoli e senza grandi battute, il film scorre piacevolmente, forse rallentando a tratti, ma non dispiace. Papasso ci parla di un’Italia alle prese con il sogno comunista, l’avvento del cinema rimane un elemento centrale a sottolineare l’importanza e l’impatto che ha avuto sulla cultura della seconda metà del Novecento, e non solo in Italia. Si parte dal gigante Maciste, per passare a Marcello Mastroianni ne “La dolce vita” di Federico Fellini, pellicola che diventò il simbolo dell’epoca, ma che al contempo allora fece scandalo per il troppo erotismo, che oggi non stupirebbe davvero più nessuno la valorizzazione delle sale cinematografiche parrocchiali e la scomparsa di Palmiro Togliatti. Il riferimento a Tornatore ritorna anche nel momento in cui viene sottolineato l’aspetto maschilista della società gretta e arretrata del Sud e del ruolo della donna

 

Perché "Un giorno della vita" è principalmente una favola per sognare, una tutt’altro che noiosa favola per sognare che, pur senza eccellere, risulta raccontata e diretta con professionalità, tanto da non avere nulla da invidiare a produzioni più lussuose ed ambiziose.

 

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