ZAMPAGLIONE PIU’ RIFLESSIVO CHE MAI

di Alessandro Tozzi

TIROMANCINO – L’ESSENZIALE – Deriva Production – 2010

PRODUZIONE: Federico Zampaglione e Pink Lion

FORMAZIONE: Federico Zampaglione – voce e chitarre; Andrea Pesce – piano e tastiere; Andrea Moscianese – basso; Alessandro Canini – batteria; Daniele Rossi – sampler

TITOLI: 1 – Mondo imperfetto; 2 – Se tutte le avventure; 3 – Esiste un posto; 4 – L’essenziale; 5 – La strada da prendere; 6 – L’inquietudine di esistere; 7 – Quanto ancora; 8 – Migrantes; 9 – Intermezzo essenziale; 10 – Le mie notti; 11 – Vite di ordinaria follia

Un prodotto che non smentisce, anzi acuisce, i tratti caratteristici dei Tiromancino, per quanto ormai si sia perso il conto dei cambi di formazione e si sia al limite del progetto solista.

Particolarmente introspettivo nelle melodie e nei testi, partoriti in collaborazione col padre Domenico, Federico Zampaglione in questo disco sembra riflettere all’infinito su tutto ciò che è stata la sua vita, la sua carriera, come si fa quando si sfoglia l’album di famiglia.

Perciò c’è la fase in cui si prende coscienza dei propri errori, delle occasioni mancate, delle persone incontrate e poi perse di vista, delle circostanze irripetibili. E’ una sorta di malinconia ma sempre lucida, cosciente, che mai sfocia nella disperazione.

Infatti nonostante l’uso costante della chitarra, maggiore che in passato, lo strumento viene utilizzato più per creare atmosfere di fondo ai liberi pensieri dell’autore; è quel che si avverte nell’iniziale Mondo imperfetto o in altri brani, come Esiste un posto o Quanti ancora. La produzione, realizzata tra Roma e Los Angeles, rende il giusto merito all’ispirazione di Zampaglione, e conferisce un’ottima pulizia al sound. Brani che non saranno il massimo in termini di energia pura, ma che si mettono in evidenza per questo aspetto fortemente autocontemplativo.

Detto dell’album nel suo complesso, si può fare menzione a parte di qualche episodio particolare: L’inquietudine di esistere in cui un poetico Zampaglione duetta con Fabri Fibra nella sua caratterizzazione rap. Oppure il video in circolazione sul web, L’essenziale, in cui dopo una prima parte in linea con tutto il resto prende vita una tromba di stampo tipicamente jazz/fusion. Oppure ancora la commistione tra rock e blues di Migrantes, unico pezzo in cui anche le chitarre si fanno piuttosto ruvide.

In definitiva un lavoro in cui l’autore ha voluto rendere pubblica la sua “maturità”.

 

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