Gaston Fébus (1331-1391) - Prince Soleil

Musée de Cluny - museo nazionale del Medio Evo

28 novembre 2011 – 5 marzo 2012

 

di Claudia Pandolfi

 

L’esposizione è organizzata dal Museo de Cluny, dalla Biblioteca Nazionale di Francia e dal Museo Nazionale del Castello di Pau e la RMN Grand Palais.

Una seconda parte dell’esposizione sarà presentata dal Museo Nazionale del Castello di Pau dal 17 marzo al 17 giugno 2012.

Al tempo della Guerra dei cent’anni, Gaston Fébus è famoso per la sua personalità contrastata e il suo gusto per il lusso. Fine politico, poeta, cacciatore e scrittore, è riconosciuto in particolare come autore del Libro di caccia, un manuale di riferimento per la conoscenza del mondo animale. La personalità di quest’uomo complesso contribuirà a forgiare la sua propria leggenda e donargli il nome di  «Fébus», ossia «Sole».

L’esposizione mette in luce questa scintillante personalità del mondo medioevale, attraverso una selezione di 85 opere, tra le quali una splendida versione finemente del famoso Libro di caccia.

Un personaggio complesso e ambivalente

Gaston Fébus deve prima di tutto la grandiosità della sua immagine di principe rispettato, cacciatore e fine letterato che lui stesso ha contribuito ad costruire. Jean Froissart (1337-1404), celebre cronista invitato alla sua corte, ha largamente partecipato alla sua leggenda e celebrato nel libro III delle sue Cronache. Fébus è un personaggio complesso e ambivalente, munifico e autoritario, crudele e scaltro in politica e approfitta della sua posizione tra i due reami coinvolti nella interminabile Guerra dei cent’anni. Lotta tutta la sua vita contro il suo principale rivale, il Conte di Armagnac, intrattenendo relazioni strategiche con il re di Francia, d’Inghilterra, di Castiglia, d’Aragona e di Navarra.

La prima parte dell’esposizione permette di evocare questo contesto politico. Dei trattati, delle lettere, delle monete coniate e dei sigilli permettono di comprendere la posta in gioco di questa rete di relazioni che egli ha brillantemente tessuto. La presentazione della «Promessa di pace contro il conte di Armagnac redatta da  Gaston Fébus» è l’occasione eccezionale di ammirare la firma del principe, «Fébus» secondo la grafia occidentale, è il nome che lui si è scelto nel 1364, «Gaston conte di Foix per la grazia di Dio, signore di Béarn».

La corte di Orthez, un luogo di alta gioia

Gaston Fébus ha costruito la sua immagine di principe sfarzoso e generoso. Accoglie sontuosamente i più grandi personaggi del suo tempo alla sua cote di Orthez. L’esposizione mette in relazione la prospettiva della sua arte di vivere e il suo gusto per l’ostentazione. I  velluti più fini della collezione del Museo Cluny sono presentati per l’occasione. L’accento è posto principalmente sul lusso della tavola, con l’esposizione di rari esempi di vasellame d’argento che provengono da collezioni francesi e straniere, come quelle del celebre Tesoro di ’Ariege.

La passione divorante di Gaston Fébus per il denaro e la sua accumulazione era conosciuta da tutti. Ma la sua diffidenza ossessionata, allo stesso tempo contro le persone più vicine, è una parte della sua personalità più profonda. Questo personaggio brillante nasconde una parte più oscura, dopo aver cacciato brutalmente la sua donna, Agnès di Navarre, stretta parente del re di Francia, causerà la morte del suo unico figlio supponendo che voleva attentare alla sua vita. Questa morte subita nel 1391, quando questi torna da una battuta di caccia all’orso, suona per alcuni come una vendetta divina. La tragedia non risparmierà la sua discendenza. Yvain, suo figlio illegittimo stabilitosi alla corte di Francia, morirà il 28 gennaio del 1393 al «Ballo degli ardenti».

Il libro di caccia

Gaston Fébus è un letterato, appassionato di scienza e poesia, che non ha solamente collezionato opere ma le ha scritte lui stesso. L’ultima sezione dell’esposizione mette in luce l’alto aspetto culturale delle opere prestate eccezionalmente per questa mostra. Questa è soprattutto l’occasione per presentare la sua opera principale, il libro di caccia la cui redazione fu intrapresa nel 1387. Questo manoscritto, diventato manuale di riferimento nel campo della caccia è stato oggetto di svariate versioni e Cluny presenta la più bella di tutte, grazie al concorso della Biblioteca nazionale di Francia. La proiezione sullo schermo delle differenti illustrazioni di queste opere permettono al visitatore di ammirare la bellezza delle sue miniature, la precisione dei dettagli e la estesa palette di colori.

Dalla fine del XIII secolo, i decori e i trattati di caccia sono in voga ma Gaston Fébus decide di non dare peso all’aspetto teorico e di prendere in considerazione solo  la sua conoscenza concreta della fauna. Decide di condividere la sua esperienza di cacciatore, la sua profonda esperienza di conoscitore degli animali e delle loro abitudini di vita. Insiste sulle cure da apportare alla razza canina, che ha la sua preferenza. Cervi, cinghiali, lepri, orsi e allo stesso tempo renne, incontrate durante le sue spedizioni scandinave, non hanno più segreti per un appassionato di natura come lui. La riunione dei libri del re Modus e della regina Ratio d’Henri de Ferrières e di Roman di Deduis de Gace de la Buigne permettono di rimpiazzare il Libro della caccia da un‘interessante opera e di sottolinearne l’aspetto innovatore.

 

 

 

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