RIECCO I LITFIBA
IL DISCO DELLA REUNION E’ PRONTO
di Alessandro Tozzi
LITFIBA
– GRANDE NAZIONE – SONY - 2012
Produzione: Piero Pelù & Federico Renzulli
Formazione: Piero “Brado” Pelù – voce e percussioni; Federico “Ghigo” Renzulli – chitarra; Daniele “Barny” Bagni – basso; Pino “Fido” Fidanza – batteria; Federico “Sago” Sagona – tastiere
Titoli: 1 – Fiesta tosta; 2 – Squalo; 3 – Elettrica; 4 – Tra te e me; 5 – Tutti buoni; 6 – Luna dark; 7 – Anarcoide; 8 – Grande nazione; 9 – Brado; 10 – La mia valigia; 11 – Dimmi dei nazi (bonus track)
I dischi del ritorno dei nomi importanti spesso regalano trepidazione e preoccupazione al tempo stesso, dividendoci tra la nostalgia dei bei tempi e il timore di constatare che gli anni trascorsi si vedano tutti.
Questo
Grande nazione, invece, ci rende i Litfiba tosti, senza scomodare inutili
paragoni con anni irripetibili. E’ il disco che l’ascoltatore medio dei Litifiba
possa attendersi, non si autocita se non in un paio di passaggi e propone 10
ottimi pezzi nuovi, più la bonus track Dimmi dei nazi con un Pelù in
versione soffice e fischiettante.
I due artefici principali riescono a far valere le rispettive qualità: Ghigo
Renzulli quelle di compositore forse più di quelle di strumentista della
chitarra, anche se si rivelano interessanti il solo sporco a conclusione di
Grande nazione (il pezzo) e quello dell’opener Fiesta tosta, magari
pescando qualcosa da Proibito (El diablo del 1990), mentre Piero Pelù al
microfono tiene tutto sommato molto bene, dopo le performance live 2010 e 2011
in cui
anche
il mestiere ha contribuito a fargli fare un’ottima figura. Ma anche i suoi
testi, basati sull’attualità e sulle magagne sociali della nostra “grande
nazione”, sono sempre un’attrazione in più.
L’identità del disco è rock alla Litfiba, è il disco che spetta ai Litifiba. Il singolo Squalo è ben cadenzato ma a mio modesto avviso si poteva scegliere meglio: per esempio Tra te e me, che sembra la storia della pace tra i due, l’incalzante Tutti buoni, pezzo tirato e di contestazione sottile ma non troppo, un po’ una nuova Maudit (Terremoto, 1993), oppure la stessa Fiesta tosta, compatta ed energica grazie anche ad una sezione ritmica inappuntabile, con quel riferimento al chiacchierato fenomeno del bunga-bunga. Ritrovati i graffi di una volta.
Poi ci sono anche un paio di episodi più pacati in cui Pelù sorprende per morbidezza della voce e per sentimento nell’interpretazione, Elettrica e La mia valigia.
Chi
volesse invece riascoltare qualcosa che si avvicini a certe cattiverie di una
volta opterà per Anarcoide e soprattutto Brado, aggressività
assoluta e qualche piccola volgarità per rendere meglio l’idea. Non c’è più
traccia di parti elettroniche o vagamente commerciali.
Insomma quando c’è da farlo un plauso facciamolo pure, perché i Litifiba riescono con questo disco ad essere quelli di sempre con una ventina d’anni in più sulle spalle e soprattutto senza riciclarsi, ma regalando pezzi nuovi per davvero.