IL SENTIERO
AMORE DIFFICILE A SARAJEVO
di Alessandro Tozzi
IL
SENTIERO
Regia Jasmila Zbanic
Con Leon Lucev, Zrinka Cvisetic, Ermin Bravo, Mirjana Karanovic, Sebastian Cavazza, Nina Violic, Jasna Beri, Marija Kohn, Izudin Bajrovic, Jasna Zalica, Luna MIjovic
Drammatico, Bosnia-Erzegovina/Germania/Austria/Croazia, durata 100 minuti – Fandango – uscita venerdi 27 gennaio 2012
Scherza col fuoco la regista Jasmila Zbanic con questo film, andando a toccare un tema pieno di insidie come l’integralismo islamico, la fede e il modo di viverla, il ruolo della donna. Ma lo fa per vie traverse e molto intelligentemente, attraverso le vicende di una coppia di una Sarajevo che cerca di rialzare la testa dopo la guerra etnica.
Luna
(Zrinka Cvitesic) e Amar (Leon Lucev) lavorano insieme all’aeroporto di
Sarajevo, hostess lei, controllore di volo lui, finchè quest’ultimo viene
sospeso dal lavoro a causa dei suoi vizietti, soprattutto l’alcool; viene
addirittura obbligato a fare delle sedute di terapie di recupero, sedute in cui
incontri malati di mente e casi davvero difficili.
La perdita del lavoro dà un piccolo colpetto alla serenità della coppia, che tenta da due anni di avere un figlio senza successo, causa soprattutto la bassa fertilità di Amar. Sono disposti all’inseminazione artificiale per raggiungere l’obiettivo, tanto è vero e forte il loro amore, tanto più che sembra arrivare la soluzione anche del problema lavoro: incontrano per caso Bahrija (Ermin Bravo), compagno d’armi di Amar, che gli offre un lavoro di insegnante informatico per bambini in un campo musulmano poco fuori città.
Complice
la lontananza e in special modo il lento e progressivo lavaggio del cervello che
subisce Amar la coppia è sul punto di scoppiare perchè le certezze che lei cerca
nell’amore non coincidono più con quelle di lui, che comincia a cercarle in
Allah. Di colpo abbandona alcool e fumo, rinuncia al sesso prematrimoniale e
abbraccia in tutto e per tutto i dettami della sua conversione.
Inquietanti le sequenze in cui Luna raggiunge Amar al campo e vede l’assoluta diversità, molto toccante quella in cui va a rivedere la casa della sua infanzia, incontrando l’ignara bambina che ora la abita.
Quella
della religione è una parentesi sempre molto pericolosa da aprire, e anche
l’accusa di razzismo incombe, ma il film si incentra sapientemente sulla storia
della coppia, in una Sarajevo che porta ancora addosso tanti segni di
sofferenza.
Quando tutto sembra perduto l’insperata notizia: Luna è incinta davvero, ma sono cambiate tante cose. Si può ancora creare una famiglia?