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IL PIATTO FORTE

di Roberta Pandolfi

 

Si apre il sipario e sembra di essere in un villaggio turistico anni ’80, tutta la compagnia è in fila indiana di fianco a ballare la sigla del villaggio in questione.

Poi lo spettacolo inizia con una serie di scene di vita di coppia in camera da letto, c’è chi chiacchiera, chi ha qualche “vizietto”, chi non si rassegna al passare del tempo, chi si concede qualche piccolo lusso, in ogni quadro la comicità la fa da padrona. E poi arriva la cena di compleanno, dove finalmente ci si ritrova tutti insieme a rimembrare e rivangare vecchie storie divertenti  di vacanze passate insieme, fotografie alla mano, e aneddoti comici a non finire.

 

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GRANDE PARTHICA

di Roberto Alessandrini

 

La "Minipartica" (mezzo contubernium), composta dai valorosi Antonio Zuccarino, Alberto Centanni, Fabrizio Costantini e Roberto Alessandrini, si è fatta onore vincendo quest'anno la competizione dei "Ludi Legionari" di Castrum Legionis. La Partica, pur presentandosi con una squadra composta da soli quattro elementi, contro le due squadre del Gruppo Storico Romano, le due squadre della Legio XX Victrix di Guidonia e la squadra della Tyrrhenum di Pomezia, composte tutte da otto elementi, è riuscita ad imporsi grazie alla sua bravura, unanimemente riconosciuta.

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ANGOLI DI ROMA

IL TEATRO DELL'OPERA

di Anna Maria Anselmi

 

Il Teatro dell’Opera fu costruito tra il 1874  e il 1880 in un vasto territorio di proprietà di Mons. Francesco Saveri De Merode che con molta lungimiranza pensò che la futura stazione Termini, che era in costruzione, avrebbe favorito l’urbanizzazione di una vasta zona della città.

L’impresario Domenico Costanzi partecipò all’iniziativa e acquistando alcuni terreni fece costruire prima l’Hotel Quirinale sulla nuova via Nazionale e successivamente, su progetto dell’architetto Achille Sfondrini, il Teatro dell’Opera.

 

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L'OSPITE INATTESO

di Valentina Balduzzo

 

“L’Ospite Inatteso” è considerato il miglior testo teatrale scritto da Agatha Christie insieme a “Trappola per Topi”. La trama è apparentemente semplice, ma nello svolgersi della storia tutto quello che può sembrare palpabile ed evidente, nelle macchinazioni dei personaggi, si scopre intriso di bugie e pregiudizi che sfociano in un ben congegnato finale aperto.  Siamo nel Galles meridionale presumibilmente nel 1958 (data in cui venne scritto il testo) e la scena si svolge tutta nello studio della casa del Sig. Richard Warwick.

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ANDREA MORRICONE

di Sara Di Carlo

 

La musica è profonda- mente intrisa nel tuo essere. Quando hai "scoperto" che questa passione si potesse trasformare in una professione?

L'ho scoperto dopo gli studi del conservatorio. In realtà sin da giovane ho capito di avere una grandissima passione per la musica,  infatti ho composto i miei primi brani in tenera età, al pianoforte, senza sapere esattamente cosa la musica fosse dal punto di vista tecnico. A 19 anni, dopo gli studi classici e parallelamente agli studi universitari, ho deciso di intraprendere gli studi di composizione.

 

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EXPOSITION EUGENE ATGET

di Claudia Pandolfi

 

In questa primavera  il Museo Carnavalet di Parigi presenta il lavoro di uno dei più famosi fotografi del ventesimo secolo, Eugene Atget (Libourne, 1857 - Parigi, 1927). La mostra offre una selezione di 230 stampe realizzate a Parigi tra il 1898 e il 1927, provenienti dai fondi del Museo Carnavalet, integrati da quelli della George Eastman House di Rochester e dalla collezione della Fundación Mapfre di Madrid.

 

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CHRONICLE

di Alessandro Tozzi

 

Andrew (Dane DeHaan) è quello che potrebbe dirsi uno sfigato: genitori assenti, la madre perché gravemente malata e il padre perennemente ubriaco e manesco, rapporti sociali e andamento scolastico fallimentari. Più brillanti in tutto, ragazze comprese, il cugino Matt (Alex Russell) e l’amico Steve (Michael B. Jordan). Andrew ha il pallino della telecamera, gli piace filmare tutto delle sue giornate, alimentando ancor di più lo scherno dei compagni di scuola e di fatto dando corpo al desiderio del regista di seguire la moda del momento,  (...)

 

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LA VITA-COMMEDIA DI MICHELINA

di Alessandro Tozzi

 

Anno 1948, l’Italia è appena uscita da una guerra distruttiva. Arturo Bonavia (Giampiero Ingrassia), un cantante di bassa lega che sbarca il lunario frequentando night club si trova all’improvviso senza soubrette per accompagnare le sue performances. Lui si autodefinisce “cantante sentimentale” e ci crede pure. In un paesino del Sud nota una mondina, Michelina Magnardi (Maria Amelia Monti), ingenuotta, ignorante, perfino sgraziata, ma con le gambe giuste per colmare il vuoto: arruolata, a costo della fatica che c’è da fare per insegnarle a stare sul palco.

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HELMUT NEWTON

di Claudia Pandolfi

 

Dopo la morte di Helmut Newton, avvenuta nel 2004, nessuna retro- spettiva del fotografo ha avuto luogo in Francia, dove ha creato, tuttavia, una parte importante del suo lavoro, tra cui il lavoro per l'edizione francese di Vogue. Zolfo, a volte scioccante, il lavoro di Newton ha cercato di ripristinare la bellezza, l’erotismo, l’humor, a volte la violenza che la sua sensibilità gli permette di incontrare nei mondi sociali che ha frequentato, ossia la moda, il lusso, il denaro, il potere.

 

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POSTEPAY ROCK IN ROMA

di Sara Di Carlo

 

La Sala delle Bandiere del Campi- doglio di Roma ospita la conferenza stampa di presentazione di uno dei festival più giovani ed in ascesa nel panorama della musica rock in Europa. Il PostePay Rock In Roma è un festival di ampio respiro musicale, con 27 concerti diluiti in due mesi di eventi che accompagneranno i romani ed i tantissimi visitatori della città di Roma nel corso dell'estate.  La sala, gremita di addetti ai lavori e giornalisti, evidenzia sin da subito il clima di curiosità e di aspettative nato intorno a questo festival.

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THE AVENGERS

di Roberta Pandolfi

Film movi- mentato e diver- tente come del resto solo i film  di questo genere sanno essere. La storia è piuttosto banale, un alieno malvagio tenta di colonizzare il pianeta terra attraverso un passaggio interstellare, ma trova pane per i suoi denti, perché vengono chiamati dal governo i vendicatori a contrastare l’invasione aliena.

 

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MARIA PATAVIA UN'ARTISTA CONTEMPORANEA

di Valentina Balduzzo

 

Il mio primo approccio con la pittura di Maria Patavia è stato durante un soggiorno estivo a Lecce. Quello che mi ha favorevolmente colpita, tanto da spingermi a seguirne le evoluzioni del percorso artistico, è stato il suo stile fortemente espressionista, l’esasperazione del lato emotivo della realtà con feconde incursioni nel surrealismo, inteso come liberazione dell’individuo dalle convenzioni sociali liberando le potenzialità dell’inconscio.

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EDIZIONE N. 31

del 15 MAGGIO 2012