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RIECCO I LITFIBA

di Alessandro Tozzi

I dischi del ritorno dei nomi importanti spesso regalano trepidazione e preoccupazione al tempo stesso, dividendoci tra la nostalgia dei bei tempi e il timore di constatare che gli anni trascorsi si vedano tutti. Questo Grande nazione, invece, ci rende i Litfiba tosti, senza scomodare inutili paragoni con anni irripetibili. E’ il disco che l’ascoltatore medio dei Litifiba possa attendersi, non si autocita se non in un paio di passaggi e propone 10 ottimi pezzi nuovi, più la bonus track Dimmi dei nazi con un Pelù in versione soffice e fischiettante.

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I SINGOLI DEI GOLDFRAPP

di A.T.

Dieci anni sono un lasso di tempo congruo per tirare qualche somma. E’ quel che fa il duo composto da Alison Goldfrapp, voce sensuale e quasi incorporea, e il tastierista e produttore Will Gregory, che l’ha voluta con sé nel 2000 ascoltando alcune sue incisioni, con questa raccolta dei singoli sparsi nel decennio in cinque album. Ci sono tutte le brevi fasi della loro carriera, dallo stimatissimo album d’esordio Felt mountain del 2001 all’ultimo Head first del 2010. Si parte con Ooh la la, martellante nel suo sottofondo acido, espressione infatti di quel periodo a metà del decennio, sostanzialmente gli album Black cherry del 2003 e Supernature del 2005, in cui i due viravano verso sonorità techno. Ma questo nulla può togliere al cantato di Alison Goldfrapp, a volta sussurrato e sensuale, altre volte straziato e ad alta tensione, dotato di un’intensa drammaticità.

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FUNERAL FOR A FRIEND

di A.T.

 

Si presenta come un EP ma nelle parole del quintetto gallese questo See you all in hell è una sorta di appendice dell’ultimo Welcome home armageddon. Sono chicche sparse che faranno felici i fedelissimi della band, e forse lasceranno piuttosto tiepidi gli ascoltatori imparziali.

Ricapitolando: un inedito, l’opener High castle, in cui il ritmo è quello degli episodi migliori. Le chitarre gonfiano molto bene il pezzo, c’è però una pretesa di voce urlata riuscita così così.

 

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I KORN CHE NON TI ASPETTI

di Alessandro Tozzi

 

I Korn sono un gruppo che ci ha abituato negli anni a cambiare pelle da un’uscita all’altra, segno anche della volontà di mettersi in gioco. Ma stavolta l’hanno fatta grossa! Il leader Jonathan Davis deve essersi svegliato una mattina con un qualche motivetto elettronico in testa, ascoltato chissà dove e quando, e ha perciò ingaggiato il meglio c23he il mercato mondiale offre in termini di DJ e manipolatori vari dell’elettronica.

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clandisa@yahoo.it

 

 

 

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