L’ASSOCIAZIONE OLIVIA PER BAMBINI SORDI
GRANDE FESTA COI CAMPIONI DEL RUGBY
a cura di Valerio Pietrantuono
Roma,
Caffè Quattrotempi, 8 febbraio 2012
L’Associazione OLIVIA (www.associazioneolivia.com), con tutto il suo progetto di bilinguismo di Italiano/LIS (lingua dei segni italiana) in favore dei bambini sordi, di tanto in tanto organizza incontri come questo dell’8 febbraio al Caffè Quattrotempi di Roma per far conoscere le sue lodevoli iniziative, volte a promuovere la conoscenza di questo mondo dei meno fortunati e tentare di abbattere ogni barriera attraverso manifestazioni sportive.
Lo
sport, quello pulito, è l’elemento che forse meglio realizza questo concetto di
solidarietà. E facendo riferimento alla correttezza dello sport, il pensiero non
può che andare al rugby.
Infatti l’uomo immagine dell’associazione è Martin Castrogiovanni, campione della nazionale di rugby che, benchè impegnato nel 6 nazioni proprio in questi giorni, non ha fatto mancare il suo appoggio, trascorrendo una piacevole serata tra associati e semplici curiosi.
Arriva
verso le 22 insieme ad altri illustri sportivi, suoi compagni di squadra: il
capitano Sergio Parisse, Mauro Bergamasco, Andrea Lo Cicero, Gonzalo Javier
Canale e Tommaso D’Apice. Telecamere e microfoni di tv nazionali, tanta
attenzione per un’iniziativa benefica così importante patrocinata da una
presenza così degna.
Particolarmente azzeccata la decisione di mettere in palio le maglie dei campioni autografate attraverso l’estrazione di numeri, e colpisce soprattutto che gli stessi campioni si mettano a circolare per il locale vendendo i biglietti e spiegandone lo scopo benefico. Un gesto migliore di qualsiasi vittoria sportiva.
Ad
estrazione avvenuta, a parte la gioia dei vincitori, molto toccante l’attrazione
della serata Castrogiovanni, occhi e sorriso da gigante buono : prende il
microfono, espone brevemente l’attività dell’associazione e conclude in bellezza
firmando autografi e concedendo fotografie ai tifosi.
Una bontà d’animo da cui dovrebbero prendere esempio certi colleghi di altri sport, in genere molto più schizzinosi e restii al contatto con la gente. L’Associazione Olivia ha scelto bene.