"100 CAPOLAVORI DALLO STÄDEL MUSEUM DI FRANCOFORTE. IMPRESSIONISMO, ESPRESSINISMO, AVANGUARDIA"
di Claudia Pandolfi
La
mostra rappresenta la prima occasione per una presentazione in Italia delle
collezioni del celebre museo di Francoforte, una delle più ricche e prestigiose
raccolte europee d'arte antica e moderna, fondata nel 1815 dal mercante e
banchiere Johann Friederich Städel. In adesione alla vocazione "modernista" di
Palazzo delle Esposizioni, la selezione proposta si orienta sulla porzione
otto-novecentesca della collezione tedesca, offrendo una panoramica che spazia
sulla storia dell'arte europea dai Nazareni ai Romantici, dal Realismo
all'Impressionismo, dal Simbolismo alle Avanguardie. Articolata in sette
scansioni stilistico-cronologiche da distribuire nelle sette gallerie ai lati
della monumentale Rotonda di Palazzo delle Esposizioni, la mostra presenterà,
tra gli altri, capolavori di Tischbein, Koch, Corot, Monet, Degas, Renoir, Van
Gogh, Cézanne, Böcklin, Feuerbach, fino a Moreau, Redon, Hodler, Munch, Beckmann,
Ernst, Klee, Picasso.
La
mostra apre sullo scenario del classicismo tedesco di primo Ottocento,
introdotto dal celeberrimo ritratto di Goethe in riposo sullo sfondo della
campagna romana, realizzato nel 1787 da Tischbein e diventato simbolo assoluto
del mito italico del Grand Tour. A seguire, un vasto omaggio all'impressionismo
francese - dai paesaggi realisti di Corot e Courbet al radioso impressionismo
dei ritratti di Renoir fino alle sontuose atmosfere parigine di Degas. Lo snodo
centrale della mostra è dedicato al Simbolismo, rappresentato dai suoi
protagonisti assoluti (Böcklin, Ensor, Moreau, Munch e Redon) con le loro
evocazioni di mondi immaginati e inquietanti, cui fa eco un raffinato gruppo di
opere Nabis (Bonnard, Vallotton e Vuillard). La mostra dà spazio quindi a
capolavori dell'Espressionismo tedesco, rappresentato dai gruppi Die Brücke (con
Heckel e Nolde) e Der Blaue Reiter (con Marc e Jawlensky), la cui produzione si
orienta su una formula pittorica drammatica e radicale.
A
Max Beckmann, artista di marca espressionista ma difficilmente riducibile ad una
corrente precisa, e al suo stile potente ed incisivo che riflette le complessità
della cultura europea d'inizio secolo, è dedicata un'intera sezione, mentre lo
sperimentalismo visionario di artisti come Max Ernst, Paul Klee e Pablo Picasso
offrono, in conclusione della mostra, una panoramica d'eccezione sul confine
novecentesco della modernità.
A cura di Felix Krämer.