6 GIORNI SULLA TERRA PER CHI?

FINALMENTE UNA FANTASCIENZA TARGATA ITALIA

 

di Alessandro Tozzi

 

6 GIORNI SULLA TERRA

Regia Varo Venturi

Con Massimo Poggio, Laura Glavan, Varo Venturi, Ludovico Fremont, Marina Kazankova, Piergiorgio Bellocchio, Giovanni Visentin, Francesca Schiavo

Fantascienza, Italia, durata 101 minuti – Bolero – uscita venerdi 17 giugno 2011

 

Una fantascienza piuttosto atipica in questa pellicola italiana, un’oasi nel deserto delle commediole e dei cinepanettoni di bassa lega.

Nella sua anomalia presenta cose interessanti ed altre che, seppur potenzialmente altrettanto interessanti, pagano alcune lacune di principio.

La storia: il dottor Piso (Massimo Poggio, buona prestazione con la giusta dose di brivido) è un professore universitario dal seguito piuttosto di nicchia, costituito cioè soprattutto da studenti sognatori. I casi che tratta, riguardanti “anime umane rapite da alieni”, sconvolgono il suo dipartimento di studi, fino all’arrivo della “cavia” più eclatante, Saturnia (Laura Glavan), che in quattro e quattr’otto finisce a letto col docente, salvo poi rivelarsi il “contenitore” prescelto da tale Hexabor, abitante di chissà cosa e chissà dove che parla con la sua voce dalla bocca di Saturnia, nell’ambito di un più ampio progetto di annientamento dell’anima umana in modo da poter decidere le sorti del pianeta al posto dei terrestri stessi, anzi attraverso di loro.

La cosa buffa, ma non troppo, è che di fronte a cotanta rivelazione il professore si ritrova a combattere quasi più coi terrestri stessi, o quantomeno con le loro istituzioni che hanno l’unico desiderio di mettere tutto a tacere, che con gli alieni rapitori di anime.

Il film ha di buono una sapiente ambientazione e una buona scenografia, che evita l’effetto buio totale pur lasciando una certa dose di mistero fino alla fine. Invece effetti speciali non ce ne sono, salvo l’unica apparizione finale del ladro di anime, niente di che.

Ma l’impressione è che si sia voluto piuttosto far riflettere, dal momento che la soluzione “scientifica” dell’arcano ha a che fare col numero biblico 666, riproponendo in veste nuova l’antico conflitto tra scienza e religione, tra creazione ed evoluzione. In realtà il conflitto sembra superarsi da sé, come se i due aspetti collimassero, ma il mistero di fondo resta: c’è sempre qualcuno o qualcosa che fa di noi quel che vuole?

  

 

TORNA ALLA HOME PAGE        TORNA A ARCHIVIO