ESP E I SUOI FENOMENI PARANORMALI

COME UN REALITY FALSO DIVENTA VERO

 

di Alessandro Tozzi

 

ESP – FENOMENI PARANORMALI

Regia Vicious Brothers (Colin Minihan & Stuart Ortiz)

Con Sean Rogerson, Juan Riedinger, Ashley Gryzko, Mackenzie Gray, Merwin Mondesir

Horror, Canada, durata 92 minuti – Eagle Pictures – uscita mercoledi 1° giugno 2011

Primo tempo piuttosto lento, direi quasi introduttivo: un programma televisivo di successo, un presunto reality dal titolo appunto Esp – fenomeni paranormali, deve registrare la sesta puntata e la location designata è un ospedale psichiatrico abbandonato intorno al quale si sono diffuse chiacchiere di voci, rumori, spostamento di oggetti, come fosse infestato dagli spiriti dei pazienti che vi hanno (malamente) vissuti i propri ultimi anni di vita.

Dopo aver registrato testimonianze, alcune spontanee, altre perfino incentivate da qualche mancia, come a ricordarci sempre certe mistificazioni della televisione, si passa al nodo centrale della puntata: il conduttore Lance Preston (Sean Rogerson) si fa chiudere dentro l’edificio maledetto con l’accordo che il portone sarà riaperto la mattina successiva alle 6, insieme al tecnico Matt White (Juan Riedinger), addetto alle registrazioni audio e video, due operatori della troupe, T.C. Gibson e Sasha Parker (Merwin Mondesir e Ashleigh Gryzko) e un medium al limite del ciarlatano, Houston Gray (Mackenzie Gray).

E’ una notte lunghissima: gli episodi inquietanti si susseguono e qualche presenza si rivela subito indubbia.

Un’ora buona di film si snoda nel buio pesto dei sotterranei dell’ospedale, coi protagonisti ad un certo punto dotati di sole torce portatili, dal momento che le dispettose presenze di tanto in tanto rompono qualcosa, nel senso letterale del termine, compresi i riflettori. Se assistete al film di pomeriggio avrete molto piacere di rivedere il sole all’uscita.

Tra qualche immagine di puro horror e suggestioni paranormali il film scivola via abbastanza bene, nonostante la scarsa variabilità ambientale; l’obiettivo ad un certo punto diventa la fuga ma nessuna porta conduce all’esterno, gli orologi dicono che dovrebbe essere giorno da un pezzo ma fuori è buio… l’ospedale diventa un labirinto e nella ricerca di una via d’uscita si fanno brutti incontri.

I nervi di tutti vacillano, si fa sentire la stanchezza e anche la fame, perché gli spiriti capricciosi hanno eliminato perfino gli spuntini portati da casa dagli sventurati.

Lo spazio e il tempo non quadrano più con le cognizioni umane, la strada ripercorsa all’indietro nel labirinto non è più la stessa, il computer contiene 42 ore di registrazione ma non è ancora giorno.

L’edificio non è abbandonato del tutto.

Film discreto con lampi di horror vero e tanta inquietudine.

 

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