Beastly

 

di Claudia Pandolfi

 

Un film di Danierl Barnz. Con Vanessa Hudgens, Ales Pettyfer, Mary-Kate Olsen, Peter Krause, Lisa Gay Hamilton. Neil Patrick Harris, Dakota Johnson, Erik Knudsen, Jonathan Dubsky, Davis Francis, Karl Graaboshas, Rhiannon Moller-Trotter, Gio Perez, Miguel Mendoza, Roc LaFortune. Genere Fantastico,  - USA 2011.

Kyle Kingston, figlio adolescente di uno dei giornalisti televisivi più famosi di New York, si prepara alle elezioni per diventare rappresentante degli studenti del suo liceo con tutta la forza che gli garantiscono la sua arroganza e una sfacciata spavalderia. Kyle è infatti un cultore dell'aspetto esteriore e della bellezza apollinea come strumenti unici per ottenere successo e popolarità incondizionati. Dopo aver vinto le elezioni, il suo primo pensiero è vendicarsi di Kendra, una compagna di scuola più vicina alla sensibilità neo gotica che ha cercato di sabotare la sua campagna. Ma per il fatto di umiliarla di fronte a tutti gli studenti durante il suo party per la vittoria, Kyle subisce un incantesimo che gli fa cadere i capelli e gli rende il volto sfregiato e mostruoso. Da quel momento, ha un anno di tempo per far innamorare una ragazza di sé o porterà quelle sembianze per tutto il resto della sua vita.

L’onda-teenager batte forte contro il vento del perbenismo, filtrato nel racconto mistificante dell’alternativo ed accattivante modello di critica al costume. Ma c’è la mano pesante di Hollywood in questo film pulito e ripulito, giocoso e distratto, “Beastly”, consapevole del suo essere dozzinale, così tanto da suscitare del riso, spesso involontariamente. Lo sceneggiatore e regista indipendente Daniel Barnz si accinge al salto nella mecca lambiccata del benessere, forzato e intransigente, con questa frivola favoletta tratta dall’omonimo romanzo di Alex Flinn. Gli attori protagonisti del film, Alex Pettyfer e Vanessa Hudgens, insieme al padre del belloccio Kyle, Peter Krause (già visto nell’interessante e riuscito “I giochi dei grandi”), ed alla streghetta Mary-Kate Olsen intraprendono questo percorso fra le coordinate di una rivisitazione che poco o nulla ha da spartire con illustri esempi come il capolavoro di Jean Cocteau, troppo presto dimenticato

La prima cosa che salta all’occhio, vedendo Beastly è che, effettivamente... manca la bestia. Kyle, infatti, viene sì, trasformato, ma la sua umanità – e gran parte della sua bellezza - rimane invariata. Sembra più una miscela mal riuscita tra un emo e un punk. Vengono così a mancare due degli elementi più importanti della favola: il senso di clausura ed isolamento che da sempre caratterizza il protagonista della favola, e la capacità della protagonista di andare al di là delle apparenze, innamorandosi di un mostro. Non avendo le fattezze di una bestia feroce, Kyle non ha grossi problemi ad uscire dalla sua casa-prigione, anche perché – a differenza di quello che accade nel libro – non teme che qualcuno possa scambiarlo per un animale scappato dallo zoo ed abbatterlo. Avendo sembianze ancora profondamente umane, Kyle non spaventa. E la paura dovrebbe essere uno dei punti cardini della storia. Nella versione originale di Jeanne-Marie le Prince de Beaumont la bella deve imparare a scovare l’umano che si cela dietro la bestia, e per farlo deve superare la paura iniziale che caratterizza il rapporto con il suo ospite/carceriere. E per Lindy non sembra essere poi così difficile innamorarsi di un ragazzo che ha le fattezze di Pettyfer, seppure con qualche tatuaggio in più.

Ma il vero punto debole della pellicola è da ricercare in una scelta piuttosto kitch e di pessimo gusto, fra tutte le animazioni dei segni tribali che Kyle porta sulla pelle, come l’albero che ha tatuato sul braccio – una sorta di orologio biologico della maledizione – che si anima a seconda delle stagioni. Queste scelte registiche tendono ad abbassare ulteriormente il livello di una regia che, già di per sé, non brilla. Non ci sono grandi deficit dal punto di vista puramente filmico, ma sembrano non esserci impulsi o marche stilistiche che possano distinguere questo film dal filone teen-movie. La scelta di due teen-idol per le parti dei protagonisti rema in questo senso. Se da un lato Alex Pettyfer – neodivo, pronto a detronizzare Robert Pattinson – riesce a dare fisicità ed espressività al personaggio di Kyle, Vanessa Hudgens sembra rimasta ancorata al personaggio di High School Musical che l’ha lanciata: manca di espressività e la sua recitazione è assolutamente monocorde. Fortunatamente, ad innalzare il livello istrionico della pellicola ci pensa il magnifico Neil Patrick Harris – il Barney Stinson di How I met your mother - che interpreta l’insegnante cieco di Kyle: con le sue battute e le sue smorfie è capace di sostenere tutto il film. Con una colonna sonora ad hoc, e scene romantiche da batticuore, Beastly si presenta essenzialmente come un film d’amore per adolescenti che sognano il principe azzurro, lasciando però l’amaro in bocca agli spettatori più scafati, cresciuti con i classici di Walt Disney e di Jean Cocteau.

 

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