THIS IS ENGLAND

di Claudia Pandolfi

 

Un film di Shane Meadwos. Con Thomas Turgoose, Stephen Graham, Jo Hartley, Andrew Shim, Vicky McClure, Joe Gilgun, Rosamund Hanson, Andrew Ellis, Perry Benson, George Newton, Frank Harper

Drammatico, durata 101 min. - Gran Bretagna

 

Il film ruota attorno alla cultura nascente degli skinehead, che vede inizio durante l’epoca di reggenza della Tatcher, in un’Inghilterra dilaniata dallo scontro avvenuto per il controllo delle isole Falkland (scontro voluto fortemente dalla Tatcher stessa per rinforzare l’idea di una Garn Bretagna forte e potente militarmente) che vide migliaia di padri di famiglia inglesi morire nello scontro.

Nonostante la vittoria Inglese, l’evento portò gravi modifiche agli assetti di alcune piccole famiglie che persero padri in battaglia restando con l’angoscia di una guerra inutile come giustificazione della morte del proprio genitore. Ed è qui che si inserisce la storia di Shaun, piccolo ragazzo rosso e cicciottello, introverso e irascibile, che viene denigrato continuamente a scuola dai più grandi.

L’evento scatenante è una minirissa nel giardino della scuola, che mette alla luce del giorno tutto il dissidio del ragazzo, portandolo all’accettazione di un gruppetto di skinhead che bivaccano sotto un ponte.

L’ultima landa di accettazione per Shaun è proprio questa: entrare a far parte di un gruppo che lo accoglie, quasi per caso, fregandosene totalmente del suo aspetto, del suo passato, della sua età. Lo fanno diventare, involontariamente, una mascotte.

Ogni membro del gruppo rappresenta, nel film, una piccola variazione della cultura skinhead. Soprattutto quando ad un certo punto della storia si inserisce un fattore di disturbo/esplosione che porta ad una rottura nell’equilibrio della banda insinuando l’elemento razziale nelle teste di alcuni di loro (ed è qui che vediamo la profonda differenza con la cultura naziskin, che impone una visione politica affiancata a quella culturale dello skinhead).

Il film è bellissimo ha la bellezza di un cinema pulito, genuino, fatto di grandi spazi, di macchina a mano, di verità, di realismo e che parla di una cultura che noi italiano ci sognamo perchè mai arrivata veramente fino a noi.

 

  

 

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