L’OMAGGIO DEL SIG. ROSSI AL MAESTRO FO

di Alessandro Tozzi

 

IL MISTERO BUFFO DI DARIO FO (PS: NELL’UMILE VERSIONE POP) di Dario Fo

Regia Carolina de la Calle Casanova

Con Paolo Rossi

Produzione La Corte Ospitale, Compagnia del Teatro Popolare

Roma, Teatro Vittoria dal 1° al 20 marzo 2011

 

Sembra non avere più limiti la carriera di Paolo Rossi: quando affronti un gigante come Il mistero buffo di Dario Fo, lo rivisiti, lo attualizzi, ci metti molto del tuo, fai ridere e riflettere per due ore e mezzo, sei ormai nell’Olimpo dei comici di livello, e non quello dei semplici buffoni.

Come forma di tributo, Paolo Rossi riprende il capolavoro del maestro (che, ricordiamolo, gli valse il Nobel per la letteratura) del 1969; ma ci aggiunge molti ingredienti tutti suoi. Intanto le musiche di Emanuele Dell’Aquila, che conferiscono una maggior leggerezza allo spettacolo (di qui la dicitura nell’umile versione pop); poi ai racconti d’ogni specie sullo scibile e sulla storia umana di Fo aggiunge i suoi, naturalmente improntati all’attualità, e dunque i nostri governanti, gli scandali, la crisi, senza trascurare la sua interpretazione dei fatti storici, come pure interpretata all’epoca dall’autore. Si arriva persino ad immaginare un ritorno di Gesù a bordo di un gommone!

Ma soprattutto ci mette quella sua comicità corporea, quelle sue movenze rese più comiche dalla bassa statura.

E’ incredibile però vedere come restano attuali certe cose anche dopo 42 anni.

Per fortuna lui conosce mille modi per finire in risata. Capolavoro assoluto dell’epoca, anch’esso revisionato, l’uso del grammelot, quella tecnica schizofrenica del linguaggio e del corpo insieme, basata su monosillabi onomatopeici, padani-inglesi nell’originale, che Rossi farcisce con dialetti vari, Sud compreso, e che funziona, è davvero esilarante anche per chi non capisce proprio tutto, sottoscritto compreso.

Il tutto condito da repentini passaggi di tono, di timbro vocale, di enfasi, di emozioni; si passa istantaneamente dai drammi storici al buffone puro. Che si tratti di mistificazioni storiche, scandali attuali, episodi biblici o uno scivolone su una buccia di banana (retaggio della sua predilezione per il circo) non fa differenza. Il grande comico trova sempre il modo per chiudere in burla.

 

 

 

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