Jean-Louis Forain 1852-1931 - "La Comédie parisienne"

Dal 10 marzo al 5 giugno 2011 al Petit Palais

 

di Claudia Pandolfi

 

Impregnato di teorie impressioniste sulla luce e sul colore, la predilezione per le scene di vita quotidiana e con un tratto forte e potente, Forain traccia le tesi della modernità: campi da corsa, scene di strada, di caffè, di spettacoli, luoghi di eleganza e di piacere, serate mondane.

Soprannominato Gavroche da Verlaine e Rimbaud, questo impressionista di costume ama mettere in rilievo l’altra parte della società di un tempo. Ha saputo rendere il banale stupefacente e denunciare le tare e il ridicolo dei suoi contemporanei.

I retroscena dell’Opera, dove gli abbonati si intrattenevano con le allieve della scuola di ballo, costituendo un alto livello di osservatorio sociale, un condensato di umanità che ha offerto materia per la sua rappresentazione caustica della vita parigina.

Dopo il 1900, da pittura moralista il suo stile cambia tanto nella tecnica che nella scelta dei soggetti. Denuncia le ingiustizie nei suoi dipinti di pretori dove la luce si diffonde in un chiaro scuro simile a quello di Rembrant.

La guerra del 1914-18 gli offre la possibilità di sfogare tutto il  suo fervore. Nella Parigi degli anni venti, l’artista settuagenario, non indietreggia davanti a nulla e ricrea l’atmosfera indiavolata degli Anni Folli con una scrittura rapida e pulsante che sarà la vera rivelazioni della mostra.

La stessa mostra sarà presentata in seguito negli Stati Uniti, alla

 Dixon Galery & Gardens di Memphis. Al Petit Palais, comprende 240 opere prestate principalmente da collezioni pubbliche e private francesi, americane ed europee.

« L’esposizione è stata organizzata dal Petit Palais, Musée des Beaux-Arts della citta di Paris, in collaborazione con la Dixon Gallery et Gardens »

 

 

 

 

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