ANCORA INTERNET COME GUASTAFESTE

di Alessandro Tozzi

 

CHAT A DUE PIAZZE di Ray Cooney, traduzione Luca Barcellona

Regia Gianluca Guidi

Con Fabio Ferrari, Lorenza Mario, Raffaele Pisu, Gianluca Ramazzotti, Miriam Mesturino, Antonio Pisu, Claudia Ferri

Produzione Artù & Emmevu Teatro, Torino Spettacoli, Chromo Film e Lea Martino

Roma, Teatro Ghione dal 1° al 20 Marzo 2011

 

Internet, Facebook, chat e tutto il resto nell’ennesima prova della loro potenzialità, nella fattispecie quella più distruttiva.

Vero è che si parte da quel Taxi a due piazze di Ray Cooney del 1981, ma quelli erano davvero tempi non sospetti, in cui la doppiezza di Mario Rossi era davvero più fattibile, senza telefonini, senza Internet, senza communities.

La storia, come molti sanno, parla di un Mario Rossi qualunque, un tassista che da anni fa acrobazie incredibili per conservare la quiete familiare… in due famiglie diverse: quella con la moglie Barbara e il figlio Giacomo (Antonio Pisu) e l’altra con la moglie Carla e la figlia Alice (Claudia Ferri).

Ma è giunta l’ora del più grande raddrizzatore di torti che la storia conosca: Internet!

E’ lui il mostro dispettoso che determina l’incontro virtuale tra Alice e Giacomo, che presto combinano un appuntamento per un incontro effettivo. Superfluo dire che scatta automaticamente il panico di Mario, e dunque tutta la storia si svolge con lui e l’amico e complice Walter in cerca del modo migliore per evitare il contatto tra i due.

Tra una gag e l’altra è sempre il telefono protagonista, strumento principale utilizzato dai due per evitare il patatrac, visto che loro non sanno neanche cosa significhi nuotare in Internet; a tratti sembra una Candid Camera telefonica, poi nella seconda parte il padre di Walter (Raffaele Pisu) movimenta ancora di più la scena, pur muovendosi poco e facendo ricorso a molto mestiere, ma nel ruolo del vecchietto ci sta pure.

Ad un certo punto la sensazione di un’eccessiva staticità in effetti c’è, la scena dei due al telefono forse funzionerebbe più in versione televisiva, ma comunque la storia resta divertente nel vederli respingere gli assalti di tutti coloro che tentano in tutti i modi di infilarsi nella loro vita e spezzare l’incantesimo.

E’ l’apoteosi della menzogna, del pretesto, dello stress dei protagonisti, al quale concorrono gli altri, buone spalle, in egual misura. Esempio da non imitare nell’era informatica.

 

 

 

 

 

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