JOSSOT, LA CARICATURA IN LIBERTA’
BIBLIOTECA FORNEY
Fino al 18 giugno
di Claudia Pandolfi
La
Biblioteca Forney accoglie la prima retrospettiva consacrata a Jossot,
genio della caricatura della Belle Epoque, soprattutto sulla rivista illustrata
«L’Assiette au Beurre» ritratti e diaporama sonori, per tuffarsi in
un’opera multiforme di un’artista che esce dagli schemi.
Risponde al « cimetière des oubliés » di Dermerch, non lontano sa Sidi-bou-Saïd (Tunisie). Chi si ricorda di Gustave Jossot scomparso nel 1951 ? Sessant’anni dopo la sua morte, la Biblioteca Forney organizza la prima retrospettiva consacrata a uno dei più grandi caricaturisti contemporanei, uno dei pilasti dell’ «l’Assiette au Beurre» la rivista satirica più creativa della Belle Epoque, vicino a Grandjouan, Steinlen, Kupka o ancora Juan Gris. «Per Jossot, il disegno di stampa è assurto ad arte maggiore. La sua grande forza è impiegare un linguaggio visuale che non arriva ancora ai 120 anni dopo la produzione delle caricature», spiega Michel Dixmier, uno dei commissari dell’esposizione con lo stoico Henri Viltard.
Una giovinezza creativa e contestataria.
Nato nel 1866 da una famiglia borghese di Digione, il giovane Jossot si rivolta presto alla sua famiglia. Orfano di madre a tre anni, intrattiene una relazione conflittuale con il padre, un ricco assessore. I suoi primi disegni sono pubblicati nel 1886 sulla stampa d Digione, ma il suo stile non si afferma che nel 1894. Disegna allora su « La Plume », « uno dei principali organi dell’avanguardia simbolista », spiegano Henri Viltard e Michel Dixmier nell’opera « Jossot, caricature, dalla rivolta alla fuga in oriente ».in Bretagna, dove si reca dal 1892 al 1905, frequenta il gruppo artistico dei nabis.
Sotto
l’influenza di Louis Valtat e di Félix Valloton, il suo stile si afferma, le sue
figure diventano più compatte. Si inserisce nell’arte dei cartellonisti una
trentina di armadi di colori vivi per Absinthe oxygénée (1896), l’aperitivo
Cointreau (1898), il Pains d’épices di Digione (1894) o Saupiquet (1897), un
affresco di persone celebri (Sarah Bernhardt, Aristide Bruant, Yvette Guilbert…)
che
divorano voracemente delle sardine !
Il suo stile mordente e esplosivo si esprimerà pienamente alla fine del secolo. E’ nell’Assiette au Beurre, creata nel 1901, che l’arte dlla caricatura di Jossot tocca il suo apogeo. Sensa essere direttamente militante in un partito o un’associazione, l’artista esprime allora, tramite i disegni, un impegno libertino e anticlericale, che si burla con virulenza le grandi istituzioni (esercito, polizia, giustizia), denunciando il potere della Chiesa o ancora i crimini del colonialismo.
1911 : la fuga verso l’oriente.
Profondamente segnato dalla morte della figlia unica nel 1896, Jossot è, poco a poco, caduto nella malinconia. Portato da un pensiero individualista, si posiziona come artista solitario, e si attacca ormai alle pressioni sociali, alle costrizioni familiari, all’educazione giudicata normativa. Simbolo di questa evoluzione, un numero speciale dell’Assiette au Beurre, intitolato « Dressage» (gennaio 1904) : la vita di un giovano formato e schiacciato da una società, dei genitori.
Nel 1911 si stabilisce definitivamente a Tunisi, fuggito da una società occidentale che odiava: «Vivo al di fuori del gregge; sfuggo a tutti, voi, i vostri pastori e dai vostri cani» scriveva.
Abbandona le abitudini dell’ultra-libertario per abbracciare la religione musulmana nel 1913. Una conversione mediatizzata dall’artista, le cui foto, in turbante sono pubblicate i n « Ma conversion », il racconto della sua scoperta dell’islam, scritto in arabo lo stesso anno. Firma allora «Abdou- l’-Karim», lo schiavo generoso, e prosegue la sua opera satirica per frustrare un Occidente giudicati poco rispettoso della popolazione locale e dei loro costumi. I suoi acquarelli e i suoi disegni adottano della tematiche orientaliste alla ricerca di una realtà pittoresca.
In
seguito, riprenderà le sue abitudini occidentali e il suo nome di nascita. E,
senza rinnegare l’islam, la integrerà « ad altre strade del suo cammino
sperimentale » scrive Henri Viltard e Michel Dixmier. Ma non rinuncerà mai alla
caricatura. Il suo ultimo disegno verrà pubblicato nel 1946 a 80 anni per « Le
Libertaire ». ultimo motivo di collera: la redazione modifica la legenda della
sua prima caricatura…sbatte la porta del giornale!”
"L’Assiette au beurre": un vivaio di talenti
Fondato dall’editore Samuel Schwarz, "L'Assiette au beurre" è una delle più celebri riviste illustrate della Belle Epoque. La sua particolarità è pubblicare disegni a tutta pagina, spesso senza testo d’accompagnamento (salvo le legende), e da un grande spazio al grafismo. Ogni numero è fabbricato come se fosse un album, sovente monotematico (La polizia, l’esercito…). Accoglie i grandi nomi del disegno (Steinlen, Juan Gris, Grandjouan, Kupka, Vallotton...), ed è senza dubbio « il periodico satirico più artistico e più pungente dell’epoca", sostiene Henri Viltard, co-commissario dell'expo.
Jossot ci disegna dal primo numero il 4 aprile 1901, e ci pubblicherà fino al 1907 circa 300 caricature e in otto numeri completi della rivista.
Jossot, attualità?
Il disegnatore s ispira ancora alla caricatura. Dai disegnatori di "Charlie Hebdo" hanno rivisto qualche opera di Jossot per l’esposizione della biblioteca Forney.
TORNA
ALLA HOME PAGE
TORNA A ARCHIVIO