KATY PERRY SI E’ FATTA (TROPPO?) FURBA
KATY PERRY – Teenage dream – Capitol Records - 2010
di Alessandro Tozzi

PRODUZIONE: Max Martin, Dr. Luke, Christopher Stewart, Greg Wells
FORMAZIONE: Katy Perry – voce più vari turnisti e tecnici
TITOLI: 1 – Teenage dream; 2 – Last friday night (T.G.I.F.); 3 – California gurls; 4 – Firework; 5 – Peacock; 6 – Circle the drain; 7 – The one that got away; 8 – E.T.; 9 – Who am I living for; 10 – Pearl; 11 – Hummingbird heartbeat; 12 – Not like the movies
BONUS CD EDIZIONE DELUXE: 1 – If we ever meet again (feat. Timbaland); 2 – Starstrukk (feat. 3OH!3); 3 – California gurls (MSTRKRFT main mix); 4 – California gurls (Passion Pit main mix); 5 – California Gurls (Armand Van Helden Remix)
Difficile parlare di questo disco. Difficile perché il disco in sé è probabilmente solo un tassello di quel grande mosaico che è la costruzione del personaggio Katy Perry.
Dopo essersi imposta all’attenzione del mondo col video di I kissed a girl
era necessaria una conferma e soprattutto l’individuazione chiara di
un’identità.
Quanto a questo, obiettivo raggiunto, almeno a leggere i dati di vendita e i “sondaggi d’immagine”: Katy Perry può tranquillamente essere definita il più naturale contraltare di Lady Gaga: mielosa e zuccherina, lei, piuttosto che aggressiva e provocante, timbro vocale e uso della voce completamente diversi, abbigliamento agli antipodi; anche la copertina lo rivela pienamente, con quel suo effetto-luna park.
Passando però al lato musicale arrivano i dolori: il disco è fin troppo costruito, zeppo di sintetizzatori, elettronica, effetti anche forzati, proprio come la musica di fondo di un luna park.
La prestazione canora è decente ma in qualche caso, leggasi Firework, pretende troppo. I primi due singoli sono i pezzi più plausibili, a riprova della bontà almeno delle scelte commerciali: Teenage dream è un mid-tempo di discreto livello, California gurls intriga grazie anche al contributo rap di Snoop Dogg.
Ma
altri episodi, Peacock in primis ma anche Circle the drain e tanti
altri, hanno quel sound “rifatto” che a mio modesto avviso è perfetto per le
sale da ballo, ma non per l’ascolto puro. E per giunta sono deboli anche dal
punto di vista compositivo, anonimi, certi ritornelli non ammaliano come si
dovrebbe in un album con questi obiettivi.
Circola anche un’extended version con 2 bonus track e 3 California gurls alternative che poco valgono a cambiare la valutazione del disco.
In conclusione un’operazione commerciale perfetta, ma si tratta di un disco troppo prodotto in laboratorio, che difficilmente sarà ricordato per meriti artistici.