PABLO & PEDRO, MICA DUE QUALUNQUE

MATTATORI ASSOLUTI ALL’OMBRA DEL COLOSSEO

 

di Alessandro Tozzi

 

Roma, All’Ombra del Colosseo, dal 2 al 6 agosto 2011

 

Altro grande colpo de All’Ombra del Colosseo e altro pienone da duemila persone; difficilmente l’Associazione Castellum sbaglia certe scelte, non a caso appoggiata nell’organizzazione della storica rassegna da un gran quantità di istituzioni.

Stavolta tocca a Fabrizio Nardi & Nico Di Renzo, in arte Pablo & Pedro proporre un nuovo spettacolo, Improvvisamente stoop, sul modello “teatrale”, cioè restando in scena tutta la settimana. Ed è uno schianto!

La geniale idea di fondo è quella della simulazione delle registrazioni di un programma televisivo in cui il massimo della comicità viene raggiunto dai cosiddetti “fuori onda”, grazie anche al contributo di Enrico Ottaviano e Donatella Pompadour, nelle interpretazioni di un cameraman balbuziente e un po’ deficiente, o di una solerte donna delle pulizie, e poi assistenti, truccatori, segretari, collaboratori vari dietro le quinte.

In realtà le risate iniziano prima di cominciare perché Pablo & Pedro appartengono a quella categoria di grandissimi capaci di produrre risate in ogni modo: i primi 15 minuti scivolano via solo con le prese in giro dei ritardatari che ancora non sono al loro posto. Qualcuno prova perfino a tenere botta, ma non può farcela, l’ultima parola è sempre la loro, dotati di un ampio repertorio per tutte le occasioni. Pablo improvvisa addirittura l’imitazione di uno spettatore col gelato in mano, almeno nella serata da me visionata.

Si prende in giro la platea in tutti i modi anche quando poi si va a cominciare, con certi luoghi comuni di mogli, mariti e amanti, ma sempre col taglio personalissimo della comicità di Pablo & Pedro, che non la mandano a dire a nessuno, tanto che durante lo spettacolo vengono non proprio gentilmente menzionati parecchi personaggi della televisione e della politica, senza timori reverenziali.

Ad un certo punto Pedro interpreta Salvo La Cronaca, un giornalista piacione che si occupa di casi non a caso, e lo scoop di giornata è… l’intervista a Superman, impersonata da Pablo, che lamenta l’avvicinarsi dello spettro della disoccupazione, in quanto non interessa più a nessuno il supereroe che raddrizzi i torti nel mondo, ma interessa molto ai media il racconto dei torti, anche i più violenti possibile, in diretta tv, con tutti gli autorevoli pareri che ci sono da ascoltare.

Nelle varie interruzioni Pablo stesso veste i panni di un alquanto svogliato assistente di studio che parla con la produzione attraverso un auricolare, mettendo a nudo, naturalmente esagerando, quel che avviene nelle frequenti pause di registrazione. Gli strampalati personaggi dietro le quinte imperversano continuamente.

Poi il colpo di genio finale: mentre Pedro veste i panni di Zorro e si sente un Padreterno… arriva il Padreterno vero, Pablo, riproponendo qualche gag di quell’Ivano andato in scena un paio d’anni fa, ma anche inventandone di nuove, aggiornandole ai fatti più recenti.

Giù il cappello di fronte a due fenomeni della comicità, per la forza dei loro testi, ma anche per la capacità di improvvisazione, dote di chi ha la risata nel sangue.

 

 

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